Koon contro Hellmuth e contro tutti: ‘Le Wsop non sono l’unico metro di giudizio per i players’

Tornei troppo piccoli e vastità del mondo del poker, per Jason Koon Koon 'le Wsop non sono l'unico metro di giudizio per i players'.
Scritto da Ca

Per Jason Koon, poker player e scommettitore high stakes all’attacco delle World Series of Poker: per lui non può essere il metro di giudizio, o almeno solo l’unico, per valutare la bravura di un giocatore. Il flame è partito ovviamente su Twitter con Phil Hellmuth che, coi suoi 15 Wsop bracelet in bacheca (virtuale anche perché molti li ha regalati), non poteva che pensare il contrario. Ma, premettiamolo: anche per noi un player non può essere giudicato solo dalle sue performance alle World Series of Poker. Il poker ormai è una disciplina varia e formata da tantissime sfaccettature e discipline. Tanti i circuiti prestigiosi e poi c’è l’aspetto online. Certo, chi vince il player of the year alle World Series se non è il migliore del mondo poco ci manca. Ma fossilizzarsi su una delle due posizioni è comunque sbagliato.

Per Koon ci sono troppi braccialetti per buy in troppo piccoli. Il riferimento era a molte vittorie di Phil Hellmuth anche se, pure qui, criticare la collezione dei bracelet di Poker Brat è un po’ audace. Sui leaks del giocatore, poi, si può parlare fino al mattino.

Tornando al nocciolo della questione, per Koon non ha importanza eleggere il migliore ma comunque questo non può essere valutato solo tramite i campionati del mondo: “Nel 95% dei tornei i migliori giocatori non perdono tempo a giocarli. L’anno scorso sono stati giocati circa 150 braccialetti, i buy in sono partiti da 100 dollari e ci sono persone che confrontano questi tornei col Super Bowl (evento dal super buy in, ndr)”.
E ancora: “Non ho mai detto che i super high roller fossero i tornei migliori ma mi state dicendo tutti di provare le mie skills a un torneo da300 dollari? Sappiamo tutti che nessuno di noi ha iniziato la sua carriera nelle poste in giochi high stakes no? Facciamo tutti un bel respiro profondo”.