Biondi (Bva Doxa): ‘No stigma sui giocatori, ma prevenire eccessi’

Sonia Biondi (Bva Doxa) dà voce ai giocatori e sottolinea necessità di distinguere 'parte sana' del gioco e investire su prevenzione e responsabilità.
Scritto da Redazione

Biondi (Bva Doxa): 'No stigma sui giocatori, ma prevenire eccessi'

Roma – “Basta essere stigmatizzati, non siamo tutti ludopatici”.

È la sintesi delle richieste espresse dai giocatori intervistati nell’ambito della ricerca “Il contrasto ai rischi derivanti dai disturbi da gioco d’azzardo” condotta da Bva Doxa, presentata oggi, 24 marzo, a Roma.

A riportarle è Sonia Biondi, head of Rome office e business unit manager di Bva Doxa, esperta di ricerche sociali, che prosegue: “Ci chiedono di eliminare le etichette e sottolineano che non sono tutti ludopatici, che vogliono giocare perché il gioco da sempre è parte fondamentale dell’essere umano, perché molti giocano solo per giocare, per divertirsi, e condividere momenti, positività e vitalità. Quindi, è vero che bisogna fare prevenzione, ma è altrettanto vero che bisogna fare una distinzione e dire che c’è una parte sana del gioco”, puntualizza la ricercatrice.

“I giocatori responsabili sono i primi a dire che il gioco è una forma di evasione, di aggregazione sociale, di premio, e dal canto loro concessionari e istituzioni devono educare affinché non sia una soluzione a problemi finanziari, non diventi un’attività che escluda le altre. Ci sono importanti strategie sociali da attuare, si può puntare sulla diffusione di una ‘cultura del gioco’, una spinta gentile che sussurri alle loro orecchie ‘come’ giocare, poiché chiedono interventi mirati a rafforzare anche la propria autostima, la capacità di controllo dei propri impulsi, la fiducia verso il futuro”.
 
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