Alla presentazione dello Studio sul settore dei giochi in Italia 2021, Andrea Vavolo (Cgia Mestre) evidenzia le perdite per l'Erario, stimate fra i 3,7 e i 3,2 miliardi di euro.
Scritto da Ca
Vavolo (Cgia Mestre): 'Gioco, l'Erario ha perso da 3,7 a 3,2 miliardi'
Roma – “L’elemento dirompente è la pandemia ma altre problematiche hanno continuato a scavare. Il comparto del gioco legale è stato interessato dall’emergenza sanitaria ma anche dell’entrata in vigore di nuovi provvedimenti che, però, sono destinati a perdurare mentre il Covid rientra”.
Lo sottolinea Andrea Vavolo, ricercatore della Cgia Mestre, alla presentazione dello Studio sul settore dei giochi in Italia 2021 realizzato in collaborazione con il Centro Studi As.Tro , oggi, 14 luglio, a Roma.
Nel biennio 2020-2021, ricorda Vavolo, “le chiusure hanno penalizzato soprattutto il gioco lecito con un periodo di 166 giorni e nel 2021 da 150 a 170 giorni.
Le chiusure totali sono state da 317 a 344 giorni ed è stato l’elemento più dannoso. Ma è entrato in vigore l’aumento del Preu, doppio tra l’altro, poi ci sono stati l’introduzione della tessera sanitaria, la riduzione del payout e l’aumento della tassazione sulle vincite alle slot e alle Vlt. Questo si è tradotto in un calo ulteriore dai 46,5 miliardi del 2019 ai 18,8 e 18,7 del 2020 e 2021. L’Erario ha perso da 3,7 a 3,2 miliardi.
Nel 2018 avevamo 57.437 occupati per passare a 48.030 occupati del 2021 per un calo di 8.407 addetti ma potrebbe essere essere sottostimato. La riduzione dei margini ha una forchetta che potrebbe passare dai 127 ai 500 milioni per i prossimi anni”.