Nicolai (Cgia Mestre): ‘Gettito su, ma si assottigliano fatturato e raccolta’

Il ricercatore della Cgia di Mestre spiega che sui fatturati delle aziende del gioco, ridotti negli ultimi anni, vanno calcolate poi tutte le altre tasse cui le aziende sono soggette.
Scritto da Ca

Nicolai (Cgia Mestre): 'Gettito su, ma si assottigliano fatturato e raccolta'

Roma – “Le chiusure hanno accelerato il processo di crisi del settore“. Lo dice Daniele Nicolai, del Centro studi della Cgia di Mestre, nel corso del suo intervento alla presentazione dello Studio sul settore dei giochi in Italia 2021 realizzato dalla Cgia Mestre, oggi, 14 luglio, a Roma.

“Dal 2012 al 2019 i volumi di raccolta erano sui 50 miliardi di media e i risultati economici erano molto buono. Ma i margini si sono continuati a ridurre. Ciò è stato dovuto dell’aumento del 9 percento del Preu dal 2015 ad oggi sulle Awp. Sulle Vlt l’aumento è stato del 3 percento”.

Il gettito è cresciuto assottigliando notevolmente fatturato e raccolta. Ma sul fatturato vanno calcolate poi tutte le altre tasse cui le aziende sono soggette. Il margine della filiera è sceso del 27,6 percento per l’aumento del Preu fino al 2019. A questo si sono aggiunte altre restrizioni che hanno contribuito al calo e sono distanziometro, fasce orarie di gioco e altri provvedimenti ancora”.

Il gioco, però, non scompare e la differenza tra settore legale e illegale va messa in evidenza. L’illegalità presenta un reale danno alla collettività e autorevoli stime l’hanno quantificato in 20 miliardi di euro. Sul gioco online irregolare hanno funzionato le inibizioni ma ci sono tentativo d’accesso da 2 miliardi e mezzo, una cifra spaventosa”.

“Dovremo guardare al passato per capire i problemi di oggi e l’emersione del gioco ha avuto un boom dal 2006 al 2012. Ma nel 2020 si era scesi sui 18 miliardi di gioco illegale per salire a 25,6 nel 2021”.