Freni (Mef): ‘Riordino urgente per pianificare futuro del gioco pubblico’

Alla presentazione dello Studio sul settore dei giochi della Cgia Mestre, Freni (Mef) ribadisce urgenza di una normativa concreta e dice no a nuove tasse.
Scritto da Ca

Freni (Mef): 'Riordino urgente per pianificare futuro del gioco pubblico'

“Diamo tempo a Fedriga di leggere e rispondere alla lettera”.

Si apre con una battuta che fa riferimento alla lettera inviata al presidente della Conferenza delle Regioni con la richiesta di valutare la sospensione delle normative regionali sul gioco per poi riscrivere insieme le regole per un riordino omogeneo del settore, l’intervento del sottosegretario all’Economia, Federico Freni, alla presentazione dello Studio sul settore dei giochi in Italia 2021 realizzato dalla Cgia di Mestre in collaborazione con il Centro Studi As.Tro , oggi, 14 luglio, a Roma.

“Non voglio mettere in discussione i poteri degli enti locali che sono garantiti dalla Costituzione. Tuttavia, curando il comparto industriale del gioco non posso ignorare che sotto ogni campanile si gioca in modo differente. Per pianificare un mercato in maniera sensata tutto questo pare dissennato. Esistono 100mila regole diverse, mentre dovrebbero essere certe e sempre le stesse. E l’incertezza genera illegalità. La normativa sul gioco attuale non è da Paese civile”, rimarca Freni. “A parole gli intenti sono nobili ma poi, di fatto, si fa del tutto per non realizzarli. Prima dell’attività normativa bisogna lavorare sulla coscienza e le cose bisogna farle; non dire di volerle fare e basta”.

 

Quanto al disegno di legge delega per il riordino del gioco, di cui si attende da tempo l’esame in Consiglio dei ministri, il sottosegretario ricorda che il testo è stato “bollinato dalla Ragioneria generale di Stato ed è quindi uscito dal dominio del Mef e dell’Agenzia accise, dogane e monopoli. Non sopporto più chi si lamenta anche della proroga delle concessioni, perché necessaria, ma che quando c’è da mettere mano a dei provvedimenti non si vuole sporcare le mani. Basta ad interessi di bottega, ragioniamo a livello industriale. Pensiamo finalmente ad una normativa concreta per il gioco pubblico. La proroga delle concessioni è un atto scontato, perché le gare in questa fase sarebbero un danno per lo Stato”.
 
Circa l’ipotesi di nuove tasse sul settore del gioco con la prossima Manovra di bilancio, Freni è altrettanto chiaro: “Con quale faccia ora potrei aumentare ancora le tasse a questo settore? Potrebbe anche cambiare la tassazione, ma anche qui serve un riordino altrimenti non sembrano esservi le condizioni”.