Abrogazione Osservatorio gioco Lazio, c’è chi dice no
L’esperto di gioco Domenico Faggiani spiega le ragioni per cui il Lazio non dovrebbe abrogare il suo Osservatorio sul settore, come previsto da una proposta di legge.
Non c’è alcun motivo per procedere all’abrogazione dell’Osservatorio sul fenomeno del gioco d’azzardo del Lazio prevista da una recente proposta di legge formulata dalla giunta regionale, che ha appena iniziato il suo iter nelle commissioni consiliari competenti.
A sottolinearlo in una nota è Domenico Faggiani, già componente di tale osservatorio, ed esperto di lungo corso del settore del gioco pubblico, fra Agenzia delle dogane e dei monopoli e Coordinamento nazionale dell’Anci sulle problematiche ad esso connesso.
Faggiani in particolare evidenzia che tale osservatorio “non ha alcun costo per la Regione in quanto la partecipazione è a titolo onorifico”.
E rilancia, proponendo di “procedere tempestivamente” alla sua ricostituzione considerato che “giunto alla scadenza triennale non si è ancora provveduto”.
Un atto che potrebbe risultare utile in vista del riordino nazionale del gioco terrestre, in quanto l’emanazione del decreto delegato obbligherà infatti tutte le regioni a rivedere le rispettive leggi in materia adeguandole alle nuove disposizioni.
Per Faggiani infatti la presenza dell’Osservatorio regionale sul fenomeno del gioco d’azzardo potrebbe essere “un supporto di estrema importanza”.
L’ABROGAZIONE DELL’OSSERVATORIO REGIONALE
All’inizio del 2026 la giunta regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge n. 247 del 21 gennaio 2026 avente per oggetto Disposizioni modificative di leggi regionali (c.d. collegato alla manovra di bilancio).
L’articolo 5 della proposta di legge, rubricato Modifica alla legge regionale 5 agosto 2013 n. 5 “Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico (GAP)” e successive modifiche, prevede l’abrogazione dell’articolo 6 della legge regionale n. 5/2013, istitutiva dell’Osservatorio sul fenomeno del gioco d’azzardo.
La relazione illustrativa, che accompagna la proposta di legge, motiva l’abrogazione dell’articolo 6 della legge regionale n. 5/2013 “in considerazione del fatto che le funzioni dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico sono state assorbite dall’Osservatorio sulle dipendenze”, organismo quest’ultimo previsto dalla legge regionale 29 aprile 2025 n. 5 e non ancora istituito.
In realtà, secondo quanto indica Faggiani, l’Osservatorio di cui all’articolo 6 della legge n. 5/2013 non è un Osservatorio sul gioco d’azzardo patologico, come erroneamente indicato nella relazione, ma un Osservatorio sul fenomeno del gioco d’azzardo che ha, o almeno dovrebbe avere, una visione molto più ampia riservando la sua attenzione non soltanto alle problematiche, pur molto rilevanti, legate alla dipendenza, ma a tutto ciò che concerne il gioco con vincita in denaro.
A questo Osservatorio la legge ha attribuito (articolo 6 comma 1) il compito di monitorare il fenomeno “in tutte le sue componenti: culturali, legali, di pubblica sicurezza, commerciali, sanitarie ed epidemiologiche, sociali e socio-economiche”. E, al comma 2 lettera a), ha previsto, tra le funzioni “lo studio ed il monitoraggio del fenomeno in ambito regionale”.
Quindi, oltre agli aspetti sanitari e sociali, anche tutti gli altri aspetti che riguardano il gioco con vincita in denaro nella regione: dai punti di offerta del gioco (esercizi pubblici, sale giochi, sale dedicate ecc..) al controllo del rispetto delle norme, fino al contrasto all’illegalità e al ruolo della Polizia locale (pubblica sicurezza).
Infine, tale Osservatorio, specifica Faggiani, ha una composizione più diversificata e, al contempo, più snella rispetto a quanto previsto per quello sulle dipendenze, “che non assorbe affatto tutte le funzioni già attribuite all’Osservatorio sul fenomeno del gioco d’azzardo”.