Agcm: nel bollettino la nota critica sul payout del bingo
L’Agcm pubblica nel bollettino il testo già inviato al Parlamento sulla disciplina relativa alla determinazione del montepremi del bingo.
L’Agcm, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, pubblica sul suo ultimo bollettino, il numero 18, la nota critica inviata al Parlamento sulla nuova disciplina del bingo.
La nota, come si apprende dal testo, riguarda le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 all’articolo 10, comma 9‑septies, del decreto-legge 16/2012. L’intervento normativo ha fissato un limite massimo al payout del bingo pari al settantuno percento del prezzo della cartella, restringendo l’intervallo di ritorno al giocatore tra il settanta e il settantuno percento.
Secondo l’Autorità, questa scelta “impone un payout sostanzialmente uniforme ai concessionari del gioco del bingo”, riducendo la possibilità di differenziare l’offerta. L’Agcm osserva che il payout è “il principale strumento di concorrenza tra le sale bingo”, utile a stimolare efficienza, investimenti e qualità dei servizi. La misura, invece, rischia di comprimere la libertà economica degli operatori. L’Autorità segnala inoltre che alcune disposizioni “potrebbero limitare la concorrenza nel settore, incidendo su gare, proroghe e condizioni operative delle concessioni”. La segnalazione è stata trasmessa ai presidenti di Senato, Camera e Consiglio dei ministri.
LE CRITICITÀ CONCORRENZIALI E GLI EFFETTI SULLA RETE FISICA
Nel documento, l’Agcm sottolinea che il nuovo limite al payout non tiene conto delle diverse condizioni operative dei concessionari. La norma, infatti, “si traduce in una restrizione della libertà economica dei concessionari, senza un’effettiva giustificazione dal punto di vista economico e regolatorio”. La rete fisica delle sale bingo affronta costi fissi elevati: personale, infrastrutture, climatizzazione, aree fumatori, sistemi di controllo e canone mensile.
Un payout così ristretto riduce la capacità di competere con altri giochi regolamentati, molti dei quali – soprattutto online – presentano livelli di ritorno al giocatore più elevati. L’Autorità ricorda che le sale bingo hanno mantenuto volumi di gioco stabili negli ultimi dieci anni, con una lieve diminuzione tra 2024 e 2025. Un ulteriore calo della domanda potrebbe ridurre ricavi, occupazione e indotto locale.
L’Agcm evidenzia che la flessibilità del payout è essenziale per adattarsi ai mercati locali e per sostenere gli operatori più piccoli. La misura, invece, rischia di “determinare un allineamento coattivo dei comportamenti economici dei concessionari”, limitando la competitività del settore.
LA RICHIESTA DI MODIFICA E LA POSIZIONE DELL’AUTORITÀ
L’Agcm chiede dunque di rivedere la disciplina e rimuovere il limite massimo al payout. L’Autorità afferma che la misura “si presenta come potenzialmente distorsiva, in grado di alterare le dinamiche competitive del bingo”, senza che sia dimostrata una reale esigenza di interesse generale.
La regolazione del mercato, secondo l’Agcm, deve promuovere condizioni di competizione effettiva, favorendo efficienza e qualità dei servizi. La possibilità di modulare il montepremi è considerata una leva fondamentale per stimolare investimenti e migliorare l’esperienza dei consumatori.