Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
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Amusement: rivoluzione ticket redemption, gioco del passato verso un nuovo futuro

  • Scritto da Ac

Il comparto dell'Amusement si prepara per una ripartenza dove (ri)trovano posto le ticket redemption: ma non soltanto in Italia.

Se nella crisi, da sempre, si nascondono delle opportunità, il discorso sembra valere oggi per il settore dell'Amusement. E, in particolare, per l'universo delle ticket redemption, che dopo anni di mancate risposte e di totale noncuranza da parte del legislatore, tornano oggi al centro dell'attenzione politica, con una promessa di riforma – inserita all'interno del Dl Agosto – che, stavolta, sembra destinata ad andare in porto. Non come in passato, nell'ormai lontanissimo 2013, quando l'allora sottosegretario all'Economia con delega giochi, Alberto Giorgetti, si fece promotore di una riforma del settore inserendo una norma ad hoc nella Legge di Stabilità dell'epoca, che riaccese il dibattito e i lavori attorno all'universo delle ticket redemption, salvo poi finire presto nel dimenticatoio, andando ad occupare un posto nel già nutrito cassetto delle incompiute.

Questa volta, però, la musica sembra diversa: e nonostante la previsione normativa contenuta all'interno del Decreto Agosto – già oggi in vigore, pur essendo attualmente al vaglio delle camere che ne potrebbero modificare i dettagli prima delle definitiva conversione in legge – rappresenti di nuovo poco più di un annuncio, il fatto stesso di tornare a leggere all'interno di un provvedimento legislativo le parole: “comma 7” e “ticket redemption” sembra già un risultato ed è senz'altro un buon auspicio. Reso ancor più interessante dal fatto che, nel merito, il legislatore, prevede ”un'analisi tecnica e normativa” del settore, affidandone la totale competenza all'autorità preposta, cioè l'Agenzia delle dogane e dei monopoli. Proprio come auspicato, da anni, dal settore. Anche se, a dirla tutta, gli addetti ai lavori – ormai da qualche tempo – proponevano un passaggio di consegne della materia “puro intrattenimento” dai Monopoli – quindi dal Ministero dell'Economia – al Ministero dello Sviluppo economico, lamentando una mancanza di attenzione, oltre a un potenziale “difetto di competenza”, trattandosi di giochi senza vincita in denaro. Mentre il Mise, che ha già competenza diretta per quanto riguarda i concorsi a premio, avrebbe potuto gestire più facilmente le cosiddette “operazioni a premio” che hanno caratterizzato fino ad oggi l'offerta di sale giochi e Fec in Italia attraverso le redemption. Ma se l'Agenzia, in questi anni, è stata carente dal punto di vista dell'attenzione nei confronti di questa materia, è proprio per la mancanza di strumenti legislativi, che viene dunque oggi compensata da questo nuovo “affidamento” disposto dall'esecutivo (e, a breve, confermato dal Parlamento) attraverso il decreto Agosto.

I NODI DA SCIOGLIERE - Ecco quindi che questa sarà davvero la volta buona per il comparto dell'Amusement e per la filiera delle ticket redemption che potrà risolvere i tanti problemi che si trascina dietro nel tempo e, si spera, risolvere le diverse criticità e carenze. Come dovrebbe scaturire da un'analisi tecnica che garantisca un'efficace ricognizione di un settore, finalizzata alla stesura di una riforma. Oltre a dover risolvere il gap normativo che ha relegato per anni il settore in un limbo sottoposto alla “tolleranza” del legislatore e delle autorità competenti, puntando a una vera e propria regolamentazione, attraverso questo nuovo iter legislativo il settore potrebbe puntare a introdurre tutti quei correttivi necessari a rimettere in moto (e in sesto) il comparto, che fino ad oggi è stato costretto a viaggiare col freno tirato anche a causa di altre questioni. Prima su tutte l'impossibilità di omologare in Italia apparecchi che presentassero un monitor, a causa del rischio – che oggi sappiamo essere soltanto potenziale e assolutamente remoto – di “mascherare” dei giochi illegali all'interno di ticket redemption fasulle. Una restrizione che ha portato al crollo del mercato italiano, nel tempo, visto che l'offerta di gioco a livello internazionale si era ormai spostata verso la creazione di giochi che in quasi tutti i casi includevano un monitori, finendo con l'estromettere l'Italia dal proprio target. Anche per questo, guardando i dati ufficiali provenienti dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la raccolta degli apparecchi di "puro intrattenimento" (comma 7) in generale si è andata riducendo fortemente negli anni, passando, solo di recente, dai circa 240 milioni del 2016 ai circa 140 milioni negli anni successivi.

Ma adesso, a cambiare, potrebbero essere tanti altri aspetti relativi a ulteriori limiti e restrizioni della normativa italiana: senza contare che l'occasione potrebbe essere una straordinaria opportunità anche per valutare ed eventualmente introdurre ulteriori possibilità o forme di gioco. Oltre a poter sanare o risolvere anche altri fattori critici: come per esempio la caratterizzazione specifica delle tipologie di giochi di abilità consentite o meno visto che, in alcuni casi, esistono macchine di questo tipo i cui meccanismi sembrano ricordare troppo da vicino quelle di veri e propri giochi di azzardo, che avevano finito col portare le redemption sulle prime pagine dei giornali (sia pure in maniera spesso strumentale), con l'accusa di essere dei giochi “diabolici” in grado di indirizzare i giovanissimi verso la dipendenza. Al punto da spingere alcune amministrazioni locali a vietare questi giochi ai minori. Ma per quanto assurdo potesse apparire assurdo per gli addetti ai lavori, la situazione è comunque da risolvere. E questa è la volta buona.

L'EVOLUZIONE GLOBALE – Ma non è tutto. L'evoluzione del mercato delle ticket redemption non è soltanto una questione italiana. Si tratta bensì di un caso di carattere internazionale. Non soltanto perché la “ri-apertura” delle possibilità di business nella Penisola rappresenterebbe un'opportunità per le grandi major del videogame, rappresentate da multinazionali o comunque da produttori esteri: ma anche per via del fatto che valutazioni analoghe a quelle avviate dal governo italiano nei confronti del settore si stanno facendo anche in altri paesi. Come per esempio in Francia: dove il comparto delle Amusement ha subito difficoltà e crisi analoghe a quelle nostrane, con le ticket redemption divenute praticamente tabù. Oggi, invece, anche il governo del presidente Emmanuel Macron ha promesso una “rivoluzione francese” dell'amusement, con la definizione di un disegno di legge - attualmente in discussione in parlamento – con il quale viene proposta l'apertura del mercato a questa forma di gioco di divertimento che è stata vietata per molti anni.

Attualmente, le ticket redemption in Francia sono consentite solo nei luna park itineranti. Sebbene sia legale anche nei club senza scopo di lucro, in pratica, nessuno le utilizza per evitare rischi dopo una serie di sequestri avvenuti in passato, in attesa di una regolamentazione serie e definitiva che ora, dunque, potrebbe finalmente arrivare. Aprendo quindi nuove e ulteriori possibilità al mercato globale dell'intrattenimento. Anche in questo caso, la proposta arriva in seguito alla ricerca del governo locale di nuovi modi e strumenti per dare una spinta all'economia del paese attraverso la deregolamentazione, ove possibile, di alcuni settori. E in molti francesi ritengono che l'introduzione delle ticket redemption potrebbe aiutare il settore dei Fec e aumentare i proventi statali provenienti dai giochi. Un processo che scaturisce senz'altro dalle pressioni avanzate dall'industria francese, supportata da molti dei più grandi nomi del business globale, tra cui Sega, Bandai Namco, Elaut, Bulldog Games, Adrenaline, Ice, Raw Thrills, Bay Tek ed Electrocoin. Proprio come si era tentato di fare nel nostro paese, in più occasioni. Ma anche in questo caso, tuttavia, possiamo attribuire alla pandemia la vera “spinta” verso il rinnovamento, economico e normativo, che vorrebbe far nascere opportunità dalla crisi.

GLI ALTRI CAMBIAMENTI IN ARRIVO – L'industria del gaming e dell'amusement, ticket redemption comprese, è destinata ad andare incontro anche ad altri e ulteriori cambiamenti in termini di prodotto e di tecnologia, sempre sulla spinta del coronavirus. A livello globale, infatti, il cambiamento più importante che potrebbe arrivare nelle redemption è quello di un passaggio a nuovi sistemi di pagamento e vincita che potrebbero veder sparire i contanti e/o l'uso degli stessi ticket cartacei, che potrebbero essere anche questi sostituiti da strumenti digitali. Un tema che è oggetto di studio su più fronti. Come afferma Larry Steele, vicepresidente delle vendite internazionali di Bob's Space Racers a InterGame, che ha dedicato uno speciale a questa materia. In particolare Steele ritiene che i luoghi che utilizzano sistemi di pagamento senza contanti si moltiplicheranno molto presto, che si voglia o no. “Una società (quasi) senza contanti è una possibilità reale e lo diventerà nella nostra vita", spiega l'esperto. Un passaggio che potrebbe essere fortemente accelerato dalla pandemia, anche a causa delle nuove misure di contenimento del virus che invitano a ridurre le occasioni di contatto, a livello generale, imponendo nuove sfide anche al gaming. "Da quello che abbiamo visto, molte località hanno implementato numerose strategie per mantenere i propri ospiti al sicuro, dalla distanza sociale all'essere metodici nel cancellare i giochi tra un utilizzo e l'altro. Riteniamo che questa sarà la 'nuova normalità' per un bel po'. Ma come la storia ci ha insegnato, la pandemia alla fine passerà e le operazioni alla fine riguadagneranno il tipo di normalità che tutti noi desideriamo”, spiega Steele. “Quando passerà, nessuno può dirlo; potrebbero essere settimane, mesi o addirittura un anno. Ma trasformare un'intera operazione in un'operazione completamente priva di contatto potrebbe finire con l'essere molto più costoso a lungo termine quando le cose potranno tornare alla normalità". E chissà se anche questa opzione potrà essere presa in considerazione nell'analisi tecnica che verrà condotta in Italia.

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