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Regole amusement, New Asgi: 'Salvare parco macchine e stralciare nulla osta'

  • Scritto da Redazione

Dopo Confesercenti amusement e Consorzio Fee, anche New Asgi invia alla Commissione europea le proprie osservazioni sul Progetto di regole tecniche degli apparecchi di puro intrattenimento.

Si moltiplicano le critiche al Progetto di regole tecniche degli apparecchi di puro intrattenimento, il cui stand still trimestrale alla Commissione europea scade il 17 maggio. Un termine che potrebbe slittare, proprio alla luce della  ricezione di pareri circostanziati provenienti dagli stakeholder dei vari Stati membri, oppure dalla stessa Commissione, tenendo conto dei pungoli branditi dagli operatori italiani, a cominciare da Confesercenti amusement e Consorzio Fee, che hanno inviato le proprie osservazioni sul testo nella seconda metà di marzo, evidenziando le possibilità e i limiti del progetto di riforma generale del settore avviato dal Governo italiano, al centro del seminario di GiocoNews.it ospitato dall'Eag Expo il 20 aprile.

A loro adesso si aggiunge New Asgi, Associazione solo gioco d'intrattenimento per le famiglie, che raccoglie gli operatori e gestori di sale giochi del territorio nazionale.


Come per le altre associazioni, secondo New Asgi, il progetto notificato contravviene alle direttive europee e limita il libero scambio intercomunitario degli apparecchi senza vincita in denaro, "ponendo in grave difficoltà i gestori Italiani nello svolgimento della propria attività, in contrasto con la Direttiva 123/2006/Ce (C.d. 'Direttiva Servizi' o 'Direttiva Bolkestein'), così come recepita dal legislatore interno con il D. Lgs. n. 59/2010 attuativo della citata Direttiva, all’Art. 7, lettera d), la quale conferma che tra i servizi esclusi dall’applicazione del decreto risultano esclusivamente 'il gioco d’azzardo e di fortuna comprese le lotterie, le scommesse e le attività delle case da gioco…' (intendendosi per 'gioco d’azzardo' cui servizi di gioco con distribuzione di vincite in denaro)", ricorda l'associazione.

"Il progetto in oggetto impone invece, agli operatori del settore molteplici certificazioni, schede esplicative, registri, verifiche tecniche, diversi tipi di Nulla osta, di distribuzione e per la messa in esercizio, e dal possesso dell’autorizzazione di cui all’art.86 del Tulps.
Sottoponendo ingiustificatamente i giochi senza vincita in denaro alla stessa normativa e allo stesso regime di monopolio dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli per i giochi con vincita in denaro, con costi che gravano pesantemente nell’acquisto dei prodotti e nella gestione degli operatori italiani. Obbligando a innumerevoli e incomprensibili divieti, sproporzionate e immotivate richieste di documentazioni che ne limitano l’adeguamento alle innovazioni proposte dal mercato europeo e internazionale, immobilizzando l’attività di
rinnovamento per poter rilanciare il mercato del gioco di puro intrattenimento.
Discriminando di fatto gli operatori italiani nell’acquisto e libera importazione dei giochi in particolare di giochi usati dagli operatori degli altri Stati europei, dove i giochi riconosciuti come 'di puro intrattenimento' non vengono considerati come tali dal progetto notificato".

New Asgi quindi ne approfitta per evidenziare che "il precedente decreto notificato con il numero 2016/211/I non è mai stato emanato. Dall’entrata vigore della legge n. 228/2012 (1/1/2013), 'il ministero dell’Economia e delle finanze e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, non hanno mai emanato le regole tecniche che per la produzione, importazione, distribuzione, gestione e
installazione dei giochi di puro intrattenimento, che, come previsto dalla norma avrebbero dovuto essere adottate entro 3 mesi (entro 1/4/2013).
L’Amministrazione italiana si è solo limitata ad inviare alla Commissione europea il decreto notificato con il numero 2016/211/I, senza poi dare seguito alla conseguente emanazione di atti normativi. Evidente è l’eccessiva e spropositata regolamentazione, impossibile da applicare, lasciando per anni in un limbo normativo tutti gli operatori italiani del settore amusement, che da sempre auspicano in una nuova regolamentazione consona e proporzionata all’attività del gioco di puro intrattenimento senza vincita in denaro, che nulla ha che vedere con il gioco con vincita in denaro e/o d’azzardo", si legge ancora nelle osservazioni inviate alla Commissione europea.
 
Richiamando la sentenza del Tribunale di Firenze del 2016 contro l’ordinanza d’ingiunzione del 2014 emessa dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli per la mancata esposizione dei Nulla osta, ulteriormente confermata dalle ultime sentenze della Corte d’appello di Firenze - "perché il rilascio del nulla osta alla messa in esercizio di tali giochi leciti non ha la sua ragion d’essere in alcuna esigenza d’ordine pubblico o di salute pubblica che possa implicare un intervento dello Stato al controllo del libero esercizio di un’attività economica” - inoltre New Asgi contesta "l'illegittimità del Nulla osta per tutta la tipologia del Comma 7, che limita la libera circolazione dei beni e servizi immobilizzando il mercato italiano del gioco del puro intrattenimento, quando per fini fiscali e per contrastare la diffusione dei 'totem' esistono già altre disposizioni nell’ordinamento italiano.
Si osserva altresì che come citato nel titolo, trattasi di 'Progetto di regole tecniche di produzione, importazione e verifica degli apparecchi' e quindi, non dovrebbe rientrare nelle competenze di detto regolamento la quantificazione del costo della giocata (ad es. il Comma 7a si attiva con moneta da 1 euro etc.) e tanto meno la definizione di modico valore del premio pari a 20 euro (Capo 1 Art.2 lettera t). Oltremodo limite irrisorio e non più adeguato al mercato, rimandandone eventualmente la determinazione ad altra norma nazionale dei singoli Stati".
 
Inoltre, l'associazione evidenzia "la totale mancanza di una norma per la salvaguardia del parco macchine esistente, (tutti i giochi già di proprietà degli operatori, già installati o in magazzino), frutto negli anni di considerevoli investimenti, che verrebbe disastrosamente azzerato dal progetto, e che condannerebbe alla definitiva chiusura di tutto il settore, già messo a dura prova dalle chiusure per i lockdown del Covid-19, che ancora persistono (come messo in evidenza dal recente appello video lanciato dagli operatori del settore, Ndr).
Per quanto sopra esposto riteniamo che il progetto notificato non risponda ai requisiti della normativa comunitaria e non ne recepisca completamente le disposizioni e le direttive,
ostacolando la libera circolazione e lo scambio dei giochi senza vincita in denaro all’interno dell’Unione Europea. Confidiamo quindi nella revisione dello stesso e/o nell’eventuale apertura di una procedura d’infrazione".
 
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