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Proroga bingo, Consulta: 'Adm e Mef diano chiarimenti'

  • Scritto da Redazione

La Corte costituzionale invita Adm e Mef a fornire una relazione informativa per poter valutare la legittimità della proroga tecnica alle concessioni bingo introdotta dalla legge di Stabilità 2018.

 


"Entro 120 giorni dalla comunicazione della presente ordinanza, il ministero dell'Economia, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli e l'Ufficio parlamentare di bilancio, ciascuno per propria competenza, depositino presso la cancelleria di questa Corte una relazione informativa".

Lo ha disposto la Corte costituzionale, con un'ordinanza istruttoria pubblicata oggi, 26 marzo, "in risposta" alla decisione del Tar Lazio di un anno fa di rimettere alla Consulta le questioni di legittimità della proroga tecnica alle concessioni bingo introdotta dalla legge di Stabilità 2018.


Oggetto del contendere è in particolare l’articolo 1, comma 1047, della legge di Stabilità 2018 che ha modificato l’articolo 1, comma 636, della legge di Stabilità 2014 innovando la disciplina del regime di proroga tecnica delle concessioni scadute o in scadenza, in virtù della quale l’Agenzia delle dogane e dei monopoli con la circolare prot. n. 2018/ 2115 dell'8 gennaio 2018 ha comunicato ai concessionari del Bingo che “le somme mensili dovute dai concessionari per la prosecuzione in proroga della gestione delle concessioni sono rideterminate in euro 7.500 ed euro 3.500 rispettivamente per ogni mese o frazione di mese superiore a quindici giorni ovvero per ogni frazione di mese inferiore a quindici giorni”e che “pertanto, a far data dal 1° gennaio 2018 sono tenute a versare gli importi rideterminati anzidetti ferme restando le modalità e i termini di versamento ad oggi previsti”.
 

Secondo i giudici della Corte costituzionale "al fine di pervenire ad una puntuale ricostruzione degli elementi di fatto sui quali interviene la disposizione censurata è necessario acquisire informazioni dal ministero dell'Economia, dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli e dall'Ufficio parlamentare di bilancio, invitandoli a fornire una relazione informativa sul concreto assetto del mercato della raccolta del bingo, con particolare riferimento ai profili economico-finanziari relativi alla genesi e all'applicazione della disposizione censurata".
 
 
In particolare, "deve essere richiesto di fornire informazioni, in ordine alle seguenti circostanze: analisi economico-finanziarie sulla raccolta del bingo e sull'operatività dei concessionari nel periodo precedente all'adozione della disposizione censurata, specificando il numero dei concessionari alla data di entrata in vigore della stessa, il numero dei soggetti che hanno aderito alla proroga tecnica, il numero delle concessioni attualmente operanti in proroga tecnica; redditività media delle attività imprenditoriali oggetto delle concessioni in proroga nel periodo compreso fra il 2013 e il 2018; entità degli scostamenti da tale redditività media, anche in funzione delle diverse aree del territorio; incidenza percentuale degli importi dovuti dai concessionari in base alla disposizione censurata rispetto alla redditività media; stato di avanzamento della procedura selettiva per l'assegnazione delle nuove concessioni".
 

A commentare la pronuncia a Gioconews.it è Alessandro Dagnino, avvocato cassazionista e legale di uno degli operatori coinvolti.
“Mi pare una buona notizia, dall’ordinanza emerge che la Corte costituzionale ritiene rilevante l’accertamento dei fatti istruttori indicati nel provvedimento. Se l’istruttoria disposta dalla Corte — come ci aspettiamo — confermerà le risultanze delle perizie di parte già depositate dai miei assistiti, potremo ragionevolmente essere ottimisti sull’esito del giudizio”.
 
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