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Bingo, Tar: 'Canoni ridotti fino alla pronuncia della Corte costituzionale'

  • Scritto da Fm

Il Tar Lazio consente pagamento canone relativo alla proroga tecnica delle concessioni per il bingo in misura ridotta sino alla pronuncia della Corte costituzionale sulla sua legittimità.

Il Tar Lazio accoglie il ricorso proposto da Ascob – Associazione concessionari bingo e da alcune società del settore per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, della nota con la quale l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha rigettato l’istanza dei ricorrenti con la quale le era stata chiesta "la sospensione del pagamento del canone relativo alla proroga tecnica; ovvero in subordine, l’autorizzazione al pagamento del canone in misura ridotta a 2.800 euro, producendo per la restante parte un’appendice alla fidejussione o polizza assicurativa già rilasciata in favore di questa Agenzia contenente la precisazione che la stessa è estesa anche al pagamento del canone mensile relativo alla proroga tecnica”.

 

Ritenendo “che le censure formulate dalle ricorrenti richiedano un approfondimento non compatibile con la sommarietà della presente fase cautelare, anche in ragione della pendenza delle questioni pregiudiziali di legittimità costituzionale sollevate dalla Sezione”, i giudici amministrativi per l'effetto hanno sospeso l’efficacia del provvedimento impugnato, sino alla pronuncia della Corte costituzionale sulle questioni di cui in motivazione (che dovrebbe arrivare entro la fine di ottobre, Ndr), “stabilendo, a garanzia degli interessi patrimoniali dell’amministrazione, che - fino al momento della pubblicazione della sentenza di merito che definirà il giudizio - le ricorrenti (avuto riguardo al canone originariamente previsto con la costituzione del rapporto concessorio) versino all’Agenzia delle dogane e dei monopoli la somma di euro 2.800 euro mensili ciascuna e, per la restante parte e fino alla copertura dell’intero ammontare del canone preteso (pari a 7.500 euro), prestino fideiussione bancaria o assicurativa (ulteriore rispetto alla cauzione già prestata), proporzionata alla differenza di canone non corrisposta per dodici mesi, entro il termine di trenta giorni dalla notificazione o dalla comunicazione in via amministrativa della presente ordinanza, con l’avvertenza che la mancata prestazione di tale garanzia comporterà l’automatica perdita di efficacia della disposta misura cautelare”.
 
Il ricorso chiedeva anche “l’assunzione di provvedimenti necessari per preservare l’equilibrio economico finanziario delle concessioni bingo, anche in contradditorio con gli operatori”.
 
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