Casinò Campione: sospeso l’arbitrato da 80 milioni
La Camera arbitrale di Milano ferma il procedimento contro gli ex amministratori del casinò di Campione per il mancato versamento dei fondi richiesti alla società.
La Camera arbitrale di Milano comunica ufficialmente la sospensione del procedimento promosso dalla Casinò di Campione Spa – Società benefit contro i suoi ex amministratori e sindaci. La decisione è stata notificata dalla segreteria generale nella giornata di ieri, 12 marzo 2026, a seguito del mancato versamento dei fondi iniziali previsti dal regolamento.
LA SOSPENSIONE DELLA PROCEDURA
L’organismo milanese ha verificato che le somme necessarie per la prosecuzione dell’azione non sono state interamente versate entro la scadenza fissata. La società aveva ottenuto una proroga tecnica fino al ventiquattro febbraio 2026, ma alla data stabilita il deposito risultava ancora incompleto. Secondo quanto stabilito dalle norme arbitrali, il procedimento rischia ora l’estinzione definitiva se il pagamento non verrà eseguito entro un mese da questa comunicazione.
LE RICHIESTE E IL COMMENTO DEL CONSIGLIERE AURELI
Il blocco dell’azione risarcitoria da 80 milioni di euro giunge dopo che, nell’ottobre 2025, il consigliere Sergio Aureli aveva espresso forti perplessità. L’esponente politico, attuale candidato sindaco per la prossima tornata elettorale, aveva chiesto ufficialmente di sospendere temporaneamente l’arbitrato “per consentire un’indagine interna approfondita e l’integrazione con dati finanziari certi e univoci”. Il consigliere aveva infatti denunciato il rischio di un inaccettabile danno erariale per il Comune, che detiene l’intera partecipazione della casa da gioco.
Lo stesso Aureli, in una nota, chiede ora “il perché dell’avvio di un’azione legale e poi, all’ultimo momento, non completarne l’iter giuridico-amministrativo?” E aggiunge: “Che fine fanno i soldi spesi? Mentre molti cittadini sono costretti a rivolgersi alle associazioni per ricevere un pacco alimentare, dall’altra parte si continuano a sperperare risorse pubbliche.”
IL NODO DEI BILANCI
L’interrogazione presentata da Aureli evidenziava una discrasia di oltre centosei milioni di euro tra i dati usati per l’arbitrato e quelli del piano di concordato. Nella domanda di risarcimento il patrimonio netto al 2018 era indicato come negativo per cinquantacinque milioni, mentre in altri atti ufficiali risultava positivo per oltre cinquanta milioni. La prosecuzione di una causa basata su perizie non sottoposte a vaglio critico avrebbe, secondo il consigliere, compromesso la stabilità finanziaria e la reputazione del paese.
L’INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE TOINI
Parallelamente, anche il consigliere indipendente Christian Toini aveva presentato un’interrogazione per chiedere lumi sulle incongruenze dei bilanci. Toini chiedeva “per quale motivo, nella domanda di arbitrato, il patrimonio netto 2018 è indicato come importo negativo di 55.689.066,71 euro”. Tale valore strideva con il patrimonio netto positivo di oltre 50 milioni riportato nell’attestazione del concordato preventivo del 2022. Il consigliere criticava inoltre l’assenza di un preventivo dettagliato per spese legali che supererebbero i 200.000 euro.