Casinò Campione: servono lumi sull’arbitrato contro ex amministratori e sindaci
Chiede "per quale motivo, nella domanda di arbitrato, il patrimonio netto 2018 è indicato come importo negativo di 55.689.066,71 euro, mentre nell’attestazione del concordato preventivo 2022 il medesimo valore, alla data del 30 aprile 2018, risulta positivo per 50.338.469 euro" il consigliere comunale di Campione d'Italia Christian Toini (ex Campione 2.0, ora consigliere comunale indipendente), nell'interrogazione presenta al sindaco Roberto Canesi.
La richiesta di chiarimenti di Toini sulla domanda di arbitrato presentata dal Casinò di Campione contro ex amministratori ed ex sindaci punta a far chiarezza sull'azione di responsabilità promossa dalla società partecipata del Comune di Campione contro ex amministratori ed ex sindaci non coinvolti nel procedimento penale. La domanda è stata depositata il 9 settembre scorso alla Camera arbitrale di Milano, per un importo complessivo richiesto di 80.016.223,80 euro.
Ricordando la storia recente della Società Casinò di Campione spa e le vicende che ne hanno caratterizzato gli anni sino alla dichiarazione di fallimento, Toini ricorda nell'interrogazione che la Casinò municipale di Campione d'Italia spa in data 23 luglio 2012 apriva una procedura di licenziamento collettivo per 210 lavoratori e, in data 11 ottobre 2012, stipulava un contratto di solidarietà con un significativo risparmio di spesa. La stessa società, successivamente Casinò di Campione d'Italia spa, in data 13 ottobre 2014 sottoscriveva un'intesa al tavolo prefettizio, confermando il contenimento del costo del personale, accordo poi prorogato il 28 ottobre 2015, il 23 settembre 2016, il 28 febbraio 2018 e il 30 aprile 2018. La Casinò di Campione spa in data 13 febbraio 2018 apriva un'ulteriore procedura di licenziamento collettivo per 156 lavoratori e, in data 12 maggio 2018, stipulava un accordo per la riduzione del costo del personale, determinando un ulteriore risparmio di spesa.
I RILIEVI SUI BILANCI – Il consigliere Toini osserva nell'interrogazione che nei bilanci societari, anche successivi al concordato in continuità, risultano mantenute le valorizzazioni delle immobilizzazioni, usufrutto e beni immateriali, basate su dati pre-fallimentari. In particolare, nel bilancio dell'esercizio 2018 il totale delle immobilizzazioni ammonta a 160.292.282 euro, mentre il patrimonio netto al 31 dicembre 2018 risulta positivo per 34.720.305 euro, valori risultanti dal bilancio regolarmente approvato dalla società di gestione e dal socio unico. Nell'ultimo bilancio di gestione, relativo all'esercizio 2024, il patrimonio netto ammonta a 26.861.781 euro e l'utile netto a 12.860.160 euro, evidenzia Toini nell'interrogazione.
LA RELAZIONE TECNICA – Rileva ancora Toini che la relazione tecnica del professor Cortesi del 28 giugno 2024 è stata redatta su incarico privo di contenuti di revisione contabile o di verifica degli assetti amministrativi e contabili, con espressa esclusione di responsabilità sulle valutazioni patrimoniali. Nella medesima relazione tecnica del professor Cortesi la documentazione esaminata risulta riferita al periodo compreso tra il 2007 e il 2018, senza estendersi al periodo successivo, durante il quale hanno avuto luogo l'ammissione al concordato preventivo in continuità della società, l'attestazione del dottor Stefano D'Amora del 24 giugno 2022 e la relativa omologazione con decreto del Tribunale di Como del 14 dicembre 2022. Inoltre, non risultano analizzati i bilanci di gestione della società successivi al 2014 e fino ad oggi.
LE INCONGRUENZE EVIDENZIATE – Il consigliere Toini evidenzia nell'interrogazione che nell'attestazione del dottor D'Amora, base dell'omologa del concordato, il patrimonio netto al 30 aprile 2018 risulta pari a 50.338.469 euro, in evidente contrasto con quanto indicato nella domanda di arbitrato, dove per lo stesso esercizio si riporta un patrimonio netto negativo di meno 55.689.066,71 euro. Né nella delibera di Giunta numero 123/2024 né nel verbale dell'Assemblea dei soci del 19 dicembre 2024 risulta alcun preventivo di spesa legale per il procedimento arbitrale, sebbene si accenni genericamente a un importo "superiore a 200mila euro", osserva il consigliere comunale.
LE OTTO DOMANDE DI TOINI – Christian Toini interroga quindi l'amministrazione comunale per conoscere otto punti specifici. In primo luogo chiede per quale motivo, nella domanda di arbitrato, il patrimonio netto 2018 è indicato come importo negativo di 55.689.066,71 euro, mentre nell'attestazione del concordato preventivo 2022 il medesimo valore, alla data del 30 aprile 2018, risulta positivo per 50.338.469 euro. Il consigliere chiede inoltre perché nel parere tecnico affidato al professor Cortesi non sia stata esaminata la documentazione relativa al concordato preventivo in continuità e alla relativa attestazione di veridicità dei dati aziendali, e perché la domanda di arbitrato sostenga che la società avrebbe proseguito l'attività in assenza dei presupposti di continuità sin dal 2012, nonostante il Tribunale di Como abbia invece ammesso la società al concordato in continuità proprio sulla base dell'esistenza di tali condizioni.
Toini chiede poi se sia stata valutata l'eventuale incompetenza del tribunale arbitrale per l'azione di responsabilità verso ex amministratori, alla luce della clausola statutaria vigente, e per quale ragione l'azione sia stata estesa agli ex sindaci, benché lo statuto societario non contempli la devoluzione arbitrale per controversie concernenti i componenti del collegio sindacale.
Infine, il consigliere comunale chiede perché non sia stato acquisito un preventivo di spesa legale dettagliato, considerata la complessità e l'entità del contenzioso arbitrale, se sia stato valutato il rischio di soccombenza e le relative ricadute economiche sulla società partecipata, e se sia stata considerata la possibilità che, in caso di esito sfavorevole, possa configurarsi un danno erariale a carico della partecipata o del Comune quale socio unico.