Aureli (Consiglio Campione) al sindaco Canesi: ‘Casinò, sospendere l’azione di arbitrato’

Il consigliere Aureli chiede al Comune di sospendere temporaneamente l'azione di arbitrato da 80 milioni di euro promossa dal Casinò 'per consentire un'indagine interna approfondita e l'integrazione con dati finanziari certi e univoci'.
Scritto da Redazione

Non si ferma il dibattito al consiglio comunale di Campione d'Italia in merito all'azione di arbitrato da 80 milioni di euro promossa dalla Casinò di Campione Spa.

Oggi è la volta del consigliere comunale indipendente Sergio Aurelio Mauro Aureli, firmatario di un'interrogazione con risposta in consiglio comunale rivolta al sindaco Roberto Canesi.

In essa si legge: “La Casinò di Campione Spa Società Benefit (interamente partecipata dal Comune) ha depositato presso la Camera Arbitrale di Milano una domanda di arbitrato per un risarcimento danni di circa € 80 milioni nei confronti di ex amministratori e sindaci.  L'azione è stata autorizzata con delibera di Giunta e si fonda su specifiche relazioni tecniche e perizie (disponibile laddove serva chiarezza espositiva). L’azione legale è stata intrapresa in un momento di delicata, ma confermata, ripresa economica della Società, come testimoniato dal risultato operativo lordo (Mol) positivo di oltre € 22,5 milioni nel Bilancio 2024”, premette il consigliere.

Per Aureli si configurano “oggettive anomalie di ordine contabile e procedurale”. Innanzitutto, evidenza nell'interrogazione a Canesi, “una palese e significativa contraddizione tra i dati finanziari posti a fondamento dell'azione legale intrapresa e gli atti ufficiali che hanno garantito la sopravvivenza del nostro Casinò. Il Patrimonio netto della Società al 31/12/2018 è stato indicato, nella Domanda di Arbitrato, come negativo per oltre € 55 milioni. Lo stesso Patrimonio netto, nell'attestazione di veridicità del Piano di concordato preventivo (atto cruciale omologato dal Tribunale), risultava positivo per oltre € 50 milioni. Tale discrasia contabile di oltre € 106 milioni mina alla radice la solidità e la credibilità stessa dell'azione risarcitoria”.

E inoltre, “L'azione è stata autorizzata sebbene i pareri tecnici alla base della domanda presentino evidenti criticità sulla corretta valutazione degli asset cruciali. La relazione tecnica principale si basa su valutazioni (come quella relativa al diritto di usufrutto, fondamentale per il futuro del Casinò fino al 2041) che sono state accettate 'acriticamente' e 'senza un vaglio critico', come si evince dalla relazione dei curatori fallimentari ex art. 33 della legge sui fallimenti RF 90/2018. Si è agito in assenza di un preventivo di spesa legale dettagliato, accettando un generico costo superiore a € 200.000 per un contenzioso ad altissimo rischio”.

Per il consigliere comunale, “la scelta di procedere in tale contesto compromette l'interesse del Comune di Campione d'Italia sotto tre profili. 1. Massimo rischio di danno erariale: La fragilità della base contabile e la carenza di diligenza nella verifica delle perizie espongono il Comune, quale socio unico, a un elevatissimo rischio di soccombenza, con la conseguente necessità di sostenere ingenti spese legali. Tale scenario configurerebbe un danno erariale inaccettabile, annullando i sacrifici fatti per uscire dal dissesto finanziario. 2. Compromissione della reputazione istituzionale: L'azione di un'Amministrazione che presenta in giudizio dati contabili in aperto conflitto e si affida a perizie non vagliate distrugge la credibilità e la trasparenza necessarie per i rapporti con gli stakeholder (autorità, banche e investitori), sabotando gli sforzi di rilancio economico e politico del paese. 3. Priorità politiche sbagliate: L'insistenza nel perseguire un contenzioso così controverso distoglie risorse, tempo e attenzione dalla necessità di consolidare la stabilità finanziaria già dimostrata dal Bilancio 2024 e di affrontare le urgenti sfide di governance e sviluppo futuro del Comune”.

Quindi Aureli pone all'Amministrazione comunale i seguenti quesiti, essenziali per la tutela del patrimonio pubblico: “1. Quali sono le ragioni politiche, amministrative e tecniche che giustificano l'utilizzo di dati contabili (Patrimonio netto 2018) in palese contraddizione con quelli utilizzati per l'omologa del Concordato preventivo, configurando una differenza di oltre 106 milioni di euro? 2. Quali iniziative intende intraprendere la Giunta per accertare le responsabilità (politiche e/o dirigenziali) relative all'autorizzazione di un'azione legale basata su relazioni tecniche e valutazioni che gli stessi documenti definiscono come non sottoposte a 'vaglio critico'? 3. Quali misure immediate e straordinarie saranno adottate per mitigare il rischio di danno erariale derivante dalla possibile soccombenza vista la temeraria azione intrapresa, e se sia stata valutata la necessità di informare immediatamente la Corte dei conti sulle macroscopiche discrepanze contabili riscontrate? 4. Si impegna l'Amministrazione a sospendere temporaneamente l'arbitrato per consentire un'indagine interna approfondita e l'integrazione con dati finanziari certi e univoci, prima che la prosecuzione di tale azione comprometta irreversibilmente il processo di rilancio di Campione d'Italia?”.