Casinò a Termoli, una società ad hoc con 100 milioni di euro di capitale
Nonostante le incertezze politiche (per aprire un casinò serve una legge nazionale, che al momento pare a dir poco improbabile), nonostante le precoci levate di scudi contro il rischio gioco patologico che ne deriverebbe, il progetto di aprire una casa da gioco a Termoli, in Molise, va avanti.
Il Di Stefano Legacy Trust annuncia infatti la nascita della società Riviera Casino Termoli Llc, regolarmente costituita nello Stato del Delaware, Usa. A supporto di questa iniziativa è stato assegnato un capitale iniziale di 100 milioni di euro destinato alla costruzione di un casinò integrato con resort a Termoli. Il progetto, secondo il trust, sarà completato entro 36 mesi.
“Francamente, il rischio è nostro. Ce lo assumiamo. Conosciamo i rischi che stiamo affrontando. La politica è politica, ma il business è business. Crediamo fortemente che questo progetto sia positivo per la Regione Molise. Un casinò migliorerà la regione, porterà persone, creerà occupazione. In questo momento il Molise perde troppi giovani ogni anno. Questo darà un nuovo impulso,” afferma l’avvocato. Giovanni Di Stefano, fondatore del trust.
IL PROGETTO – Il Riviera Casino Termoli sarà costruito su un terreno già identificato, situato nell’entroterra costiero, e comprenderà una casa da gioco regolamentata (che deve essere naturalmente autorizzata dalla legge, attraverso un iter complesso e incerto), un hotel a 5 stelle con centro congressi, una galleria commerciale, un centro benessere, collegamenti diretti con il porto turistico.
Il piano prevede una modularizzazione dei lavori per garantire un flusso finanziario efficiente e aperture progressive.
Sulla base di stime professionali aggiornate, il piano di investimento è così articolato: per l'acquisto del terreno servono da 5,25 milioni di euro a 7, per la costruzione del casinò (di 5mila metri quadrati) 11 milioni di euro, per l'hotel (di 10mila quadrati) 24 milioni, per la galleria commerciale 5,4 milioni, per il centro congressi 4 milioni, per il centro benessere 4,4 milioni, per la piscina/giardino 2 milioni di euro, per i parcheggi 8 milioni di euro e per i collagamenti al porto 2 milioni di euro. Ancora, c'è da pensare agli arredi e agli allestimenti interni: per il casinò (tavoli, sorveglianza, ecc.) 4 milioni di euro, per l'hotel 10 milioni, per il wellness e retail altri 4 milioni. Da aggiungere al budget le spese per studi legali, architetti e ingegneria, 6 milioni di euro, e un fondo contingenza del 7 percento, dunque di 5,5 milioni di euro. In totale, la stima delle spese è di 96,3 milioni di euro.
“Per esempio, la maggior parte dei Paesi dell’Europa dell’Est ha casinò e sale da gioco su ogni angolo, ma non significa che l’intera popolazione sia impazzita per il gioco. Sono semplicemente strutture commerciali, come un tempo lo erano i caffè. Ora ci sono i casinò. Dobbiamo guardare avanti, muoverci con i tempi. C’è un vecchio detto che dice: ‘Solo un sussurro può sentire ciò che dice il vento’,” prosegue Di Stefano.
Il progetto è pensato per inserirsi nel turismo esperienziale di fascia alta, integrando l’offerta con escursioni enogastronomiche, tour culturali e pacchetti benessere.
“Comprendiamo che la politica regionale si trovi in una fase delicata, specialmente per quanto riguarda la presidenza della Regione. Ma non è affar nostro. Noi ci occupiamo di costruire e gestire un progetto imprenditoriale, che funzionerà. E se anche dovesse restare fermo per cinque anni in attesa di evoluzioni politiche, almeno sarà pronto. Tra cinque anni costerebbe il doppio. Adesso, in poco più di due anni e mezzo, sarà completato.”
Il messaggio è chiaro: “Nessuno ci può impedire di costruire. Possono provare a impedircene l’uso come casinò, ma a quel punto agiremo legalmente. Sfidiamo qualsiasi ostacolo che tenti di bloccare il progresso in questa regione", conclude l'avvocato Di Stefano.