skin

Il futuro della gestione dei casinò e il caso Saint Vincent

09 luglio 2024 - 10:30

L'esperto Mauro Natta analizza la composizione delle entrate di una casa da gioco proponendo nuovi modelli di gestione e invitando alle riflessioni in vista della prossima chiusura di stagione.

Scritto da Mauro Natta
© Casinò Saint Vincent - Pagina Facebook ufficiale

© Casinò Saint Vincent - Pagina Facebook ufficiale

La domanda che mi attendevo mi fosse rivolta è arrivata, forse me l’aspettavo qualche tempo addietro, ma va bene ugualmente: per quale motivo insisto sul conteggio delle mance tavolo per tavolo?

A prescindere dall'utilità, unitamente ad altre rilevazioni, nel controllo sulla regolarità del gioco e degli incassi, quello che ritengo più facile a comprendersi anche per chi non è del mestiere, è l’uso che se ne può (e che, dal mio punto di vista, se ne deve) fare per verificare la resa effettiva di ogni tavolo in considerazione del suo posizionamento nella sala da gioco.

È agevole comprendere che se un tavolo, ad esempio di roulette francese, è vicino ad uno di chemin de fer, avrà un risultato; se, invece, i tavoli di chemin sono più di uno certamente quello di roulette lavorerà di più mentre all’altro si fanno le carte. Bene inteso il commissario dello chemin dovrà procedere per non far finire insieme i due o più tavoli. Ma non cambia ragionamento se l’accostamento è diverso: in buona sostanza si tratta di verificare quale sia il migliore. Non è molto differente il problema allorché il direttore giochi predispone l’orario di apertura dei tavoli.

Sicuramente l’affluenza interessa se divisa per tipologia di giornata, se festiva, prefestiva o altro, l’orario ed altre notizie che dal segretariato possono essere fornite e valutate statisticamente su un periodo adeguato. I dati accennati non possono mancare ad una programmazione dell’attività produttiva dalla quale dipendono gli introiti totalmente considerati e nella loro rilevanza.

Ma torniamo all’inizio: se non ho il rendimento totale del tavolo posizionato in un certo modo e poi nell’altro, certamente non verificato per un periodo brevissimo, in quale modo posso procedere al cambiamento delle rispettive posizioni nella sala? Identico principio operativo lo applico per verificare i proventi netti con quelli aleatori.

È fin troppo facile evincere che se i proventi aleatori li ho a disposizione sul totale dei tavoli, si intende di un solo gioco, come posso procedere al controllo che ho accennato in precedenza? Non mi è possibile. Usando un termine forse improprio per l’occasione, direi che la logistica e la politica produttiva non hanno necessità di poche informazioni. Non è sufficiente quanto già descritto e se non aggiungiamo il trend per controllare domanda e offerta, la temporalità della domanda e la convenienza relativa che dipende anche dalla problematica in parola, non è facile ammettere che l’agire sia il migliore possibile.

 

IL CONTROLLO DELLE GIOCATE - Ora dopo aver dimostrato, penso, l’utilità del conteggio mance tavolo per tavolo passiamo a vedere come possiamo utilizzare i dati raccolti. Forse sarà più comprensibile l’uso per il controllo sulla regolarità del gioco e degli incassi.

Il fatto che il rapporto tra introiti netti e mance sia noto a tutti gli addetti ai lavori mi dispensa di insistere sull’argomento. Le percentuali di massima si conoscono e ogni modesta differenza è sempre ammissibile ma dimostrabile dalla documentazione che, giornalmente, si desume dai risultati di ogni singolo tavolo da gioco: vincita o perdita, biglietti cambiati dai giocatori direttamente al tavolo, aggiunte, cambi tra cassa e tavolo, note allegate se del caso. Approfondendo il tema principale non si può ignorare la rilevanza del controllo in parola nella politica produttiva; il trend dei proventi ha necessità di essere seguito con attenzione per l’importanza di un continuo sicuro ed esatto andamento della domanda. Non è un mistero per nessuno che l’offerta, se non adeguata alla domanda, comporta, spesso e volentieri, investimenti in servizi alla clientela che non si concretizzano nel ritorno atteso. Ragion per cui passiamo al monitoraggio dell’incidenza dei proventi slot sul totale e quella di ogni gioco da tavolo sempre sul totale come credo, da quanto trovato su internet, abbiano proceduto i controllori comunali al casinò di Sanremo sino al 2022.

Tanto per presentare un esempio pare logico che se in un periodo specifico (sei mesi) con il 60 percento di incidenza dei proventi slot e del 10 percento della roulette francese ne segue uno con 75 percento per quanto alle slot e 5 percento per la roulette ne consegue una certa esigenza di controllare. Chiaramente una differenza così sostanziale merita un ricorso ad una attenta osservazione delle risultanze in contabilità dove si troverà la relativa e indispensabile documentazione. La motivazione di un periodo non breve la si trova nel fatto che uno o più tavoli potrebbero non esse stati aperti o altro che, in ogni caso, risulta sempre documentato.

Mi permetto di esporre un esempio non molto distante, se non nel tempo in quanto trattasi di un ritaglio di una fotocopia ritrovata mentre facevo pulizia nei tantissimi fogli ed appunti accumulati negli anni al massimo sino al 2000 ma non ne sono perfettamente sicuro. Già allora, per ciò che rammento, era un esempio di studio.

 

Proventi

Primo semestre

Secondo semestre

Roulette francese

32,3

29,7

Slot machines

25,7

34,1

Totale proventi

112,1

105,9

mance roulette

17,8

19,2

mance/introiti roulette

55,1%

74,9%

 

IL FUTURO DELLA GESTIONE DEI CASINÒ - La questione relativa alla futura modalità gestionale mi permette di allargare il discorso con altri interrogativi e non ritengo affatto di andare fuori tema. A quattro mesi dalla fine del 2024 la futura modalità di gestione del casinò di Saint Vincent non se ne è ancora parlato, per quanto mi risulta, in sede di consiglio regionale. Con ogni probabilità se ne parlerà in Consiglio il 10 luglio perché argomento del punto 30 all’ordine del giorno e mi riprometto di tenermi informato.

Una, tra le tante osservazioni o meglio argomenti che mi è difficile comprendere, dopo tanto tempo e alla scadenza del periodo concordatario, è la motivazione per la quale la relazione di Ernest & Yung non sia stata ancora discussa a livello consiglio regionale ma solo in Giunta, almeno così mi risulta. Eppure la situazione non è delle migliori anche a detta dell’attuale Amministratore unico che ha dichiarato la necessità di investimenti sostanziosi tra casinò e albergo di ben quaranta milioni di euro.

Non vorrei buttare benzina sul fuoco, ma l’utile relativo all’ultimo bilancio approvato è frutto di una suddivisione degli importi dei proventi netti della casa da gioco è del 10 percento. Non mi pare possa pretendersi la percentuale di un tempo, cioè il settantadue, i tempi sono cambiati, la situazione economica anche e, forse, di più quella dell’operatività in tema di gioco d’azzardo concorrenza compresa. A prescindere da ogni altra possibile considerazione, una me la permetto: dopo tanto tempo sarebbe interessante comprendere a quale livello è giunto lo studio inizialmente commissionato alla Finaosta, ovvero su quali basi abbiano consigliato la metodologia gestionale futura per la Società Cava e se la giunta regionale ne abbia scelto eventualmente una.

IL RUOLO STRATEGICO DEL PERSONALE - Ma i problemi non sono soltanto quelli rappresentati sino ad ora, parlando di offerta e produzione e la prima di adeguarla dobbiamo pensare al personale dipendente se è sufficiente oppure se lo sarà e a quale distanza di tempo. Per avere un personale professionalmente preparato occorre tempo, l’esperienza arriva con la pratica e il saper lavorare significa molto in termini di presenze. Non è un mistero che la multifunzionalità potrebbe risolvere una parte del problema permettendo l’adeguamento dell’offerta alla domanda, allora gli interrogativi che si pongono, anche in considerazione del tempo a disposizione, non cambiano molto. La situazione non è di poco conto, almeno su questo si può essere tutti d’accordo.

 

 

Altri articoli su

Articoli correlati