Casinò New York: via libera ai tre finalisti, ma le licenze restano tutt’altro che sicure
La corsa ai nuovi casinò downstate di New York entra nel vivo, ma non senza scosse. Il Gaming Facility Location Board ha dato il via libera a tutti e tre i progetti finalisti — Bally’s Bronx, Metropolitan Park e Resorts World Nyc — permettendo loro di avanzare nella procedura. Tuttavia, l’approvazione non garantisce l’ottenimento della licenza: l’ultima parola spetta alla New York State Gaming Commission, che dovrà decidere entro il 31 dicembre. La questione è ormai sul tavolo da mesi e, strada facendo, diversi nomi importanti si sono ritirati.
Un dettaglio significativo emerge dal rapporto di 30 pagine pubblicato dal board: mentre la votazione è stata unanime, l’analisi interna è apparsa sorprendentemente critica. Il documento, infatti, contiene numerosi richiami, preoccupazioni e segnalazioni indirizzate alla Commissione e alle autorità locali, soprattutto su impegni relativi a occupazione, diversità e benefici per la comunità.
Secondo le proiezioni del board, i futuri operatori potrebbero generare 5,5 miliardi di dollari di ricavi da gioco entro il 2033, una stima intermedia rispetto alle previsioni presentate dai candidati.
IL FAVORITO, INASPETTATAMENTE SOTTO ATTACCO – Tra i tre finalisti, il progetto più criticato è sorprendentemente quello di Resorts World, da anni considerato il favorito grazie alla rapidità di realizzazione (potenziale apertura nel 2026) e ai tassi fiscali molto aggressivi: 56% sulle slot e 30% sui giochi da tavolo.
Nonostante questi vantaggi, il board ha messo in discussione vari aspetti:
– Resorts World avrebbe tentato di abbassare le aliquote fiscali dopo la pubblicazione dei dati dei concorrenti, richiesta respinta duramente nel rapporto.
– Le cifre proposte per slot e tavoli non coincidevano con le configurazioni presentate, portando il board a suggerire un taglio del numero autorizzabile.
– Solo l’1% degli investimenti favorirebbe aziende del Queens, un dato definito “deludente”.
– Il gruppo non ha fornito dettagli su multe ricevute nei suoi casinò di New York, elemento ritenuto “preoccupante”.
– Genting, la società madre, è stata inoltre richiamata per una “storia di progetti in ritardo o fuori budget”.
I DUBBI FINANZIARI – La proposta di Bally’s Bronx ha ricevuto un’accoglienza più positiva, soprattutto per gli impegni su assunzioni locali e diversità, cruciali in un’area tra le più fragili dal punto di vista socioeconomico. Il progetto si distingue come il più grande investimento privato mai realizzato nel Bronx, un intervento che potrebbe trasformare radicalmente l’area. A rendere la proposta ancora più interessante è la presenza di un campo da golf, considerato un elemento strategico e perfettamente integrato nell’ecosistema del nuovo complesso.
Restano però nodi rilevanti:
– I benefici dichiarati, stimati in 765 milioni, potrebbero essere “sovrastimati”.
– Alcuni elementi architettonici, soprattutto nei parcheggi, sono stati definiti problematici.
– La società è considerata altamente indebitata, con limitata esperienza in progetti greenfield di grandi dimensioni.
PROGETTO SOLIDO E POCHE CRITICHE – Il progetto Metropolitan Park, nato dalla partnership tra Hard Rock e il miliardario Steve Cohen, è quello che ha ricevuto meno obiezioni. Con un investimento da 5,3 miliardi di dollari (su un costo totale di 8,1 miliardi), il board lo considera ben finanziato e potenzialmente in grado di valorizzare l’area attorno a Citi Field, già ricca di attrazioni come il Billie Jean King Tennis Center e il futuro Stadio Etihad.
Il progetto può contare sull’esperienza consolidata di Hard Rock nello sviluppo di casinò, un elemento che rassicura sulla solidità dell’iniziativa. A questo si aggiunge la forza finanziaria di Steve Cohen, che con un patrimonio stimato in 23 miliardi di dollari garantisce stabilità e capacità di investimento. Il tutto si inserisce in un contesto già vivace, poiché la proposta mira a integrarsi e potenziare un distretto di intrattenimento già ben sviluppato attorno a Citi Field.
Le criticità principali riguardano:
– Preoccupazioni su traffico e gestione dei parcheggi, dato che il casinò andrebbe a sostituire gli attuali parcheggi dei Mets.
– Mancanza di impegni concreti e vincolanti su progetti di beneficio comunitario, come alloggi a prezzi accessibili e il proposto “Flushing SkyPark”.
Nonostante l’avanzamento dei tre finalisti, la partita è tutt’altro che chiusa. La New York State Gaming Commission avrà ora il compito di valutare nel dettaglio proposte, criticità e impegni reali dei candidati. Il futuro dei casinò downstate rimane, quindi, ancora tutto da decidere.