Riciclaggio al casinò: tre a giudizio per riciclaggio a Venezia e Nova Gorica

Tre padovani a giudizio dopo che operazioni sospette hanno fatto pensare a un presunto schema di riciclaggio di denaro ai tavoli dei casinò di Venezia e Nova Gorica.
Scritto da Dd

Foto tratta dal profilo Instagram del Casinò di Ca' Noghera (Venezia)

È un controverso caso di riciclaggio di denaro quello che coinvolge i Casinò di Ca’ Noghera, a Venezia, e di Nova Gorica, e che popola oggi le pagine dei quotidiani locali.

Al centro delle indagini vi sarebbero tre cittadini di Padova accusati dalle case di gioco di autoriciclaggio, una condotta che consiste nel convertire fondi di sospetta provenienza in denaro "pulito" attraverso le sale da gioco.

Il segnale che ha avviato l'indagine della procura di Venezia, come riporta anche il Mattino di Padova nell'edizione odierna, è partito proprio dal Casino di Ca’ Noghera, similmente a quanto accaduto in precedenza per il Casino di Nova Gorica, dal quale è partita una segnalazione al ministrstvo za pravosodje, il ministero della Giustizia sloveno, che a sua volta ha inviato una notifica al ministero della Giustizia italiano.

Secondo le accuse, i tre avrebbero convertito in fiche una somma superiore a 100mila euro all’interno degli stabilimenti di gioco. Ma la particolarità dell'operazione sta nel fatto che, dopo aver acquistato le fiche, non si sarebbero mai avvicinati ai tavoli o alle slot machine, avviandosi invece, in un secondo momento, a incassare i gettoni. Un meccanismo, questo, che potrebbe aver permesso di trasformare il denaro in fondi apparentemente "puliti".

L’articolo 648-ter del codice penale prevede per chi commette o partecipa a un reato e poi impiega, sostituisce o trasferisce in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative il denaro, i beni o altri vantaggi derivanti da tale delitto, una pena detentiva da due a otto anni e una multa da 5.000 euro a 25.000 euro, con lo scopo di ostacolare l'identificazione della loro origine criminale.

Il sospetto, ora, è che le somme riciclate provengano da presunte truffe attribuite agli stessi tre accusati, i quali sono già stati oggetto di procedimenti giudiziari separati presso il tribunale di Padova per frode.

Al momento non è stata emessa alcuna condanna definitiva e i tre sono attualmente incensurati. La giudice per le udienze preliminari Carlotta Franceschetti, accogliendo la richiesta del procuratore Giovanni Gasparini, ha disposto il rinvio a giudizio per i tre imputati, chiamati a rispondere dell’accusa di autoriciclaggio.

I tre accusati si sono dichiarati innocenti e, tramite i loro avvocati – i legali Cela, Arnau e Dantoni – hanno rinunciato a procedure alternative come il giudizio abbreviato o il patteggiamento, preferendo un processo pubblico per poter difendersi compiutamente. La prima udienza è stata fissata per il 27 novembre 2025.