Sanremo, Comune e Casinò: ‘Riaprire, rischio crisi irreversibile’
“La crisi irreversibile del Casinò municipale di Sanremo e le gravissime conseguenze sociali che ne risulterebbero, possono e devono essere evitate anzitutto consentendo la ripresa delle attività della Casa da gioco. Ciò può avvenire nelle migliori condizioni di sicurezza sanitaria, assicurate dall’ampio e pervasivo piano di attuazione del protocollo nazionale di prevenzione del contagio sui luoghi di lavoro, del quale il Casinò municipale di Sanremo si è dotato, sostenendo a tal fine rilevanti investimenti”.
Lo scrivono in una lettera congiunta il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri e il presidente del Casinò, Adriano Battistotti, che si rivolgono direttamente al premier Mario Draghi e al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per chiedere la riapertura della Casa da gioco.
Nella dettagliata lettera, Comune e Casinò sottolineano come la Casa da gioco sia dotata di “un dispositivo di prevenzione già valutato favorevolmente dalla competente Azienda Sanitaria Locale, che la società di gestione del Casinò Municipale (Casinò Spa, con unico azionista il Comune di Sanremo) è comunque disposta a potenziare ulteriormente, con le modalità che potranno essere indicate dal Comitato Tecnico Scientifico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
La “perdurante sospensione dell’attività del Casinò” risulta, quindi, “misura assolutamente non necessaria sul piano sanitario e, per contro, foriera di gravi conseguenze per la situazione finanziaria del Comune di Sanremo e per il tessuto economico e sociale della Provincia di Imperia”.
Secondo Biancheri e Battistotti, “impropriamente l’attività del Casinò municipale è stata assimilata ad altre forme di offerta di gioco dal legislatore (il quale ha disposto la sospensione indiscriminata dell’attività delle Case da gioco pubbliche e delle ‘sale giochi, sale scommesse e sale bingo’). Invero, rispetto a quella esercitata dal Casinò, trattasi di attività del tutto differenti per tipologia, per le finalità (…) e per le modalità di conduzione”.
LE ALTRE RICHIESTE – Comune e Casinò fanno anche presente al Governo che, “al fine di consentire al Casinò di recuperare i propri equilibri gestionali, le prospettive di continuità aziendale e la sua capacità occupazionale, è necessaria l’attivazione di un confronto con le competenti autorità su alcuni temi cruciali”. Innanzitutto, “sostegno finanziario, da commisurare alle spese sostenute e sostenende dalla gestione in fase di sospensione delle attività, al fine di salvaguardare la continuità aziendale fino alla ripresa delle attività”, ma anche “accesso definitivo al Fondo di Integrazione Salariale” e “applicazione selettiva del divieto di pubblicità dei giochi, il quale è stato disciplinato dal decreto Dignità” (Dl 12 luglio 2018, n. 87, articolo 9) senza tenere in considerazione le peculiarità delle Case da gioco pubbliche, ubicate in aree geografiche accuratamente individuate dal legislatore tra gli anni 20 e gli anni 40 del secolo scorso, raggiungibili dai rilevanti agglomerati urbani solo compiendo lunghi trasferimenti, soggette all’autorità del Ministero dell’Interno e sottoposte a elevati livelli di compliance e rigorosi controlli”. Tra le richieste, anche l'”alleggerimento del carico tributario gravante sul Comune in relazione all’esercizio dell’autorizzazione ministeriale all’esercizio del gioco, volto a concorrere alla salvaguardia degli equilibri finanziari dell’Ente locale e della sua capacità di fornire servizi alla comunità locale”.