Venezia, l’ex assessore Boraso patteggia nell’inchiesta che coinvolge anche il casinò
L'inchiesta Palude, che ha scosso il panorama politico e amministrativo di Venezia, registra un primo punto d'approdo giudiziario, con l'accordo di patteggiamento per l'ex assessore alla Mobilità e alla gestione del patrimonio, Renato Boraso.
Mentre questa fase (dopo il rinvio del maggio scorso) si conclude per Boraso, la vicenda si protrae con l'attesa delle udienze preliminari per gli altri 34 indagati, tra cui spiccano nomi di rilievo come il direttore generale del Casinò di Venezia Alessandro Cattarossi e il Sindaco Luigi Brugnaro.
IL PATTEGGIAMENTO DI BORASO – Renato Boraso, agli arresti domiciliari dal 16 luglio 2024, come riporta l'edizione odierna de Il Gazzettino di Venezia, ha visto accolta la richiesta di patteggiamento, raggiungendo un accordo con la Procura di Venezia il 9 settembre 2024. Il patteggiamento prevede una pena di tre anni e dieci mesi di reclusione e una confisca di 308mila euro. L'ex assessore si sarebbe impegnato a restituire 400mila euro, cifra per la quale ha dovuto vendere una proprietà in montagna per reperire i fondi necessari.
Le accuse contro Boraso riguardano dodici capi di imputazione legati a episodi di corruzione, in merito a pressioni esercitate sugli uffici comunali e sulle aziende partecipate come Avm, Casinò e Ive, con l'obiettivo di favorire specifici imprenditori. È accusato anche di turbativa d'asta per la vendita di palazzo Papadopoli Poerio, per la quale avrebbe ricevuto una tangente di 73mila euro per diminuirne il valore di vendita.
Nell'ambito della stessa fase giudiziaria, anche gli imprenditori Fabrizio Ormenese, considerato il "procacciatore d'affari" dell'assessore, e Daniele Brichese, accusato di aver ottenuto favori per la sua impresa Tecnofon, hanno patteggiato. Gli accordi sono stati sanciti dai pubblici ministeri Federica Baccaglini e Roberto Terzo con gli avvocati difensori.
IL COIVOLGIMENTO DEL CASINÒ DI VENEZIA – La casa da gioco di Venezia figura tra gli enti danneggiati dalla vicenda giudiziaria. Il direttore generale del Casinò, Alessandro Cattarossi, è tra i 34 indagati per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Il suo nome è emerso in relazione al bando di gara per la manutenzione del verde della sede di Ca' Noghera. Secondo l'accusa, l'allora assessore Renato Boraso avrebbe tentato di pilotare questo bando. Cattarossi avrebbe fornito indicazioni su quanto l'offerta dovesse essere ribassata rispetto alla base di gara per risultare vincente, sebbene l'offerta finale fosse poi errata, facendo fallire l'intento.
A seguito dell'inchiesta, nell'agosto 2024, Cattarossi aveva spontaneamente rinunciato alle deleghe in materia di appalti e acquisti di beni e servizi, che sono state successivamente riassegnate.
LE PROSSIME TAPPE – L'inchiesta, come ricostruisce Roberta De Rossi sulle pagine odierne de Il Corriere delle Alpi, inizialmente avviata con un blitz nel luglio 2024 che portò all'arresto di Boraso, ha visto i pubblici ministeri di Venezia, Roberto Terzo e Federica Baccaglini, notificare a 34 indagati la conclusione delle indagini preliminari il 15 febbraio 2025. Tra i principali indagati figurano, oltre ad Alessandro Cattarossi e il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, anche il direttore generale del Comune Morris Ceron, il vice capo di gabinetto Derek Donadini, e Giovanni Seno, direttore generale di Avm ed ex membro del Cda della Casinò di Venezia gioco Spa nel 2015. Anche il magnate cinese Ching Chiat Kwong è tra gli indagati.
Tutti i maggiori indagati hanno sempre respinto con fermezza qualsiasi coinvolgimento. Il Sindaco Brugnaro ha dichiarato sulla sua pagina Facebook di essere fiducioso nella magistratura, affermando di avere il "cuore limpido e pulito" e che continuerà il suo lavoro.
L'udienza preliminare per il patteggiamento di Boraso, apertasi il 16 maggio 2025, è stata rinviata all'11 luglio 2025. Per gli altri 34 indagati, l'avviso di fissazione dell'udienza preliminare con il capo di imputazione definitivo è atteso a breve, probabilmente entro l'inizio dell'autunno.