Armi nascoste nel casinò Thmor Da: nuove tensioni tra Thailandia e Cambogia

Le autorità thailandesi parlano di un vasto arsenale scoperto all’interno del casinò mentre Phnom Penh smentisce e accusa Bangkok di violazione della sovranità.
Scritto da Redazione

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Le tensioni al confine tra Thailandia e Cambogia tornano al centro dell’attenzione dopo una controversa operazione militare che avrebbe coinvolto il casinò Thmor Da, struttura situata in un’area sensibile vicino al villaggio di Ban Nong Ri, al confine tra i due Paesi.

Secondo fonti militari thailandesi, lunedì 5 gennaio 2026 un’unità di genieri dei Marines, dopo aver messo in sicurezza la zona, durante l’ispezione del casinò e delle aree circostanti, ha trovato un vero e proprio arsenale. Per questo il casinò è stato identificato come un ex punto di appoggio militare e deposito, utilizzato in passato per attacchi contro le forze thailandesi. 

All’interno della struttura, infatti, i militari avrebbero scoperto (l'utilizzo del condizionale è d'obbligo…) un ingente deposito di armi, comprendente lanciarazzi anticarro Rpg-2 e Rpg-7, lanciarazzi Pf-89 da 80 mm, lanciagranate da 60 mm, munizioni senza rinculo da 75 mm e razzi anticarro B-40. Sarebbero state inoltre sequestrate oltre 10.000 munizioni di vario calibro, granate a mano e grandi quantità di munizioni antiaeree da 12,7 mm.

LA SMENTITA CAMBOGIANA – La versione thailandese è stata fermamente respinta dal Ministero dell’Interno cambogiano, che ha definito la notizia come fuorviante e totalmente priva di fondamento. In una nota ufficiale, il portavoce del ministero ha chiarito che le immagini e il luogo citati non corrispondono al Thmor Da Casino, ma a un’area identificata come “Gate 56 della Polizia di Frontiera”, sotto la giurisdizione della Polizia Provinciale di Pursat e situata interamente in territorio cambogiano.

Le autorità di Phnom Penh hanno inoltre sottolineato che la diffusione di informazioni inesatte viola gli accordi stabiliti nel Joint Statement del Comitato Generale Speciale per il Confine, firmato il 27 dicembre 2025, che impegna entrambe le parti a evitare la diffusione di notizie false, al fine di ridurre le tensioni.

Secondo il Ministero dell’Interno cambogiano, che ha rincarato la dose, si tratterebbe di un sequestro di armi da una struttura di polizia, ovvero un vero e proprio atto di saccheggio e a una violazione della sovranità nazionale. Secondo le autorità della Cambogia, quindi, la Thailandia dovrebbe assumersi le proprie responsabilità secondo il diritto internazionale e, soprattutto, cessare ogni azione aggressiva.

La vicenda resta aperta, con le due parti che si rimbalzano accuse e responsabilità, e continua ad alimentare un clima di incertezza nella regione, con potenziali ripercussioni anche sulle attività economiche e turistiche, inclusi i casinò operanti nelle aree di confine.