Caesars in crisi: 5 anni dopo la maxi fusione, il gigante dei casinò vacilla

Il titolo di Caesars perde quasi metà del valore e delude gli investitori mentre la gestione Eldorado non convince e la concorrenza avanza.
Scritto da Redazione

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Cinque anni dopo la più grande fusione nella storia del gioco d’azzardo, Caesars Entertainment sta vivendo un periodo difficile. Da quando la più piccola Eldorado Resorts Inc. ha acquisito Caesars nel luglio 2020 (per 17 miliardi di dollari), il gruppo ha perso quasi la metà del suo valore in Borsa, diventando il peggior performer tra i grandi operatori di Las Vegas.

Il Ceo Tom Reeg, un ex analista di obbligazioni high-yield, era stato lodato per le sue capacità di ottimizzazione nei precedenti acquisti di Eldorado (come Isle of Capri e Tropicana). Ma la gestione del colosso di Las Vegas si sta rivelando molto più complessa: la strategia di tagli ai costi e aumento dei prezzi ha scontentato clienti e investitori, mentre l’aura di lusso e prestigio che un tempo circondava il marchio “Caesars Palace” sembra svanita.

Le vendite, dopo il picco del 2023, cresceranno solo del 2% nel 2025, con profitti in calo. Gli analisti non nascondono lo scetticismo: Jefferies ha recentemente declassato il titolo a hold – “non è più un buon momento per comprare azioni Caesars. Meglio tenerle e aspettare sviluppi, ma non aspettatevi grandi guadagni a breve” – mentre Stifel Financial parla di una situazione ancora più difficile e rigida del previsto, con margini di manovra molto ridotti.

A pesare è anche il rallentamento del turismo a Las Vegas – in calo per il nono mese consecutivo – e il crescente costo di una vacanza sulla Strip, tra tariffe di parcheggio, resort fee e servizi extra sempre più cari.

Nel frattempo, il tentativo di diversificare nel gioco online non ha dato i frutti sperati. L’acquisizione di William Hill non ha garantito la crescita attesa: con meno del 5% del mercato del betting mobile USA, Caesars resta indietro rispetto a rivali come DraftKings e FanDuel.

Nonostante questo, Reeg rimane ottimista e punta su nuovi investimenti a Las Vegas, tra cui il restyling della piscina del Flamingo e l’apertura del Vanderpump Hotel nel 2026. “Ci sentiamo forti a Las Vegas – ha dichiarato – e presto lo dimostreremo con i risultati.”