Club de jeux a Parigi: in arrivo la svolta definitiva dopo anni di sperimentazione

La legge di bilancio francese punta alla stabilizzazione dei poker club parigini: fine dell’incertezza giuridica e nuovo capitolo per il gioco regolamentato nella capitale.
Scritto da Redazione

@Sortir a Paris

Il 2026 potrebbe rappresentare un anno di svolta per il gioco in Francia. All’interno del progetto di legge di bilancio – approvato dal Parlamento ma non ancora entrato in vigore – è previsto un articolo che permetterà ai club de jeux di Parigi di uscire definitivamente dal regime sperimentale, valido dal 2018. Il testo diventerà pienamente valido solo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale francese,. Questa riforma, attesa da tempo, non solo stabilizza il quadro normativo della capitale ma avrà anche ripercussioni dirette sul mercato dei casinò, ridefinendo equilibri e prospettive operative.

Dopo otto anni di proroghe, l’esperimento dei club de jeux ha dimostrato la propria efficacia: i poker club parigini si sono affermati come un modello legale, controllato e trasparente, capace di sostituire i vecchi circoli privati e di operare sotto una vigilanza amministrativa particolarmente stringente. A questo punto, il mantenimento dello status sperimentale non aggiunge più valore, ma genera solo incertezza per operatori e investitori.

L'ARTICOLO 19 BIS E LA FINE DELL'INCERTEZZA – Il fulcro della riforma – come riporta il sito Les Enjeux – è l’articolo 19 bis del progetto di legge di bilancio 2026, che elimina il carattere temporaneo del dispositivo introdotto nel 2017 e consolida definitivamente l’autorizzazione dei club de jeux esclusivamente sul territorio della città di Parigi. Il legislatore non amplia l’offerta, non introduce nuovi giochi e non modifica le attività già consentite: poker e giochi da tavolo restano il cuore del modello, mentre slot machine e giochi elettronici continuano a essere vietati.

Questo punto è centrale anche per i casinò tradizionali. La stabilizzazione dei poker club non crea nuovi concorrenti diretti sul piano dell’offerta: non vengono autorizzate slot, Vlt o altri giochi tipici dei casinò terrestri. L’equilibrio competitivo resta quindi invariato, con una chiara separazione tra casinò regionali e club de jeux parigini.

COSA CAMBIA – Per i casinò, la principale novità è proprio la certezza giuridica. La fine della fase sperimentale, infatti, riduce il rischio di chiusure improvvise o di cambiamenti normativi a breve termine, permettendo una lettura più chiara del mercato francese nel medio periodo.

La scelta del legislatore conferma inoltre una linea precisa: Parigi resta un’eccezione regolamentata, con un’offerta di gioco limitata e fortemente controllata, mentre il modello dei casinò continua a essere legato ai territori extra-parigini. In questo senso, la riforma tutela indirettamente gli operatori casinò, evitando qualsiasi sovrapposizione strutturale tra i due modelli.

Allo stesso tempo, la stabilizzazione dei club de jeux apre una riflessione strategica per l’intero settore. Con un mercato parigino finalmente consolidato, il dibattito si sposta sulle possibili evoluzioni future, come l’eventuale introduzione della roulette nei club, ipotesi che – se mai presa in considerazione – avrebbe un impatto più diretto sugli equilibri competitivi con i casinò tradizionali.

UN MODELLO ECONOMICAMENTE RILEVANTE – I numeri spiegano perché il Governo abbia scelto la strada della stabilizzazione. I poker club parigini generano oltre 120 milioni di euro di prodotto lordo dei giochi all’anno, con circa 40 milioni di entrate fiscali per lo Stato e 10 milioni per la città di Parigi, oltre a garantire centinaia di posti di lavoro. Un recente rapporto governativo ha inoltre confermato la solidità del sistema in termini di sicurezza, prevenzione del gioco patologico e lotta al riciclaggio.

I PROSSIMI PASSAGGI – Il progetto di legge di bilancio per il 2026 è già stato adottato in nuova lettura dall’Assemblea Nazionale con il ricorso al 49.3 ed è ora all’esame del Senato, che sull’articolo 19 bis si era già espresso favorevolmente nei mesi scorsi. Anche nell’ipotesi di un rigetto complessivo del bilancio, l’ultima parola spetterebbe comunque all’Assemblea Nazionale.

Una volta concluso l’iter parlamentare, il testo potrà essere sottoposto al controllo del Consiglio Costituzionale e successivamente promulgato e pubblicato sul Journal Officiel. È solo a quel punto che la riforma diventerà pienamente effettiva, con una tempistica stimata tra febbraio e marzo 2026.

La fine del regime sperimentale dei club de jeux, dunque, non segna una rivoluzione immediata ma rappresenta un passaggio di maturità per l’intero settore del gioco francese. Per i casinò significa operare in un contesto più prevedibile, con confini normativi chiari e senza il rischio di espansioni improvvise dell’offerta parigina.

Si apre così una nuova fase, nella quale il confronto tra modelli – casinò tradizionali e club cittadini – potrà avvenire su basi più solide, all’interno di un quadro regolamentare finalmente stabilizzato e orientato alla sostenibilità di lungo periodo.