Elezioni a New York: i candidati a sindaco mostrano scarso interesse per i casinò
L’ultimo dibattito tra i candidati a sindaco di New York City si è tenuto nella serata di mercoledì 22 ottobre al LaGuardia Performing Arts Center nel Queens, a pochi giorni dal voto del 4 novembre. L’incontro di 90 minuti ha rappresentato l’ultima occasione per i tre contendenti rimasti di distinguersi e conquistare gli elettori indecisi.
Secondo gli analisti politici, il confronto ha confermato la posizione di vantaggio del candidato democratico Zohran Mamdani, apparso calmo e concentrato nonostante gli attacchi dei suoi avversari, l’ex governatore Andrew Cuomo e il repubblicano Curtis Sliwa, leader dei Guardian Angels.
Il dibattito è stato vivace e ricco di scambi polemici: Cuomo ha accusato Mamdani di “non aver mai gestito nulla”, mentre Mamdani ha replicato definendo l’ex governatore “un uomo disperato” interessato solo al potere. Sliwa, dal canto suo, ha ironizzato dicendo che i successi di Mamdani “potrebbero stare su un tovagliolo da cocktail”, mentre “i fallimenti di Cuomo riempirebbero una biblioteca scolastica”.
Nonostante il tono acceso, gli esperti ritengono che il confronto non abbia modificato in modo significativo gli equilibri della campagna elettorale. I sondaggi e i mercati di previsione online attribuiscono a Mamdani oltre il 90% di probabilità di vittoria, con Cuomo fermo all’8% e Sliwa sotto l’1%.
POCHI ENTUSIASMI SUL GIOCO – Tra i vari temi affrontati – sicurezza, istruzione, mobilità e sviluppo economico – è emerso anche quello dei nuovi casinò a New York City, sollevato dalla giornalista Katie Honan di The City. Alla domanda se fossero favorevoli all’apertura di casinò nei cinque distretti e se avessero una preferenza tra i progetti in corsa (Bally’s Bronx, Metropolitan Park e Resorts World New York City), i candidati hanno mostrato cautela.
Sliwa ha dichiarato di non avere una proposta favorita e che permetterebbe la costruzione solo “laddove la comunità lo desidera”. Mamdani si è detto “scettico” verso i casinò, pur riconoscendo che “gli elettori hanno già scelto di portarli a New York City” e aggiungendo di non considerare la legge “un semplice suggerimento, come fanno Andrew Cuomo e Donald Trump”. Tuttavia, ha chiarito di non avere preferenze tra le proposte attualmente in gara.
Cuomo, che da governatore aveva supervisionato la legge sui casinò approvata nel 2013 per lo sviluppo delle aree del nord dello Stato, ha preso le distanze dalle attuali iniziative nella metropoli, spiegando: “Non ho votato per portare casinò a New York City. Quelli che ho sostenuto erano misure di sviluppo economico per le regioni del nord. Non ho alcun coinvolgimento nei tre progetti attuali.”
L’ex governatore ha anche criticato l’iter di selezione per le licenze downstate, definendolo “altamente problematico”.
IL RUOLO LIMITATO DEL PROSSIMO SINDACO – In ogni caso, l’esito del processo di assegnazione delle licenze per i casinò dell’area metropolitana non dipenderà dal futuro sindaco. La decisione finale spetta infatti alla New York Gaming Facility Location Board, che dovrebbe comunicare i vincitori entro il 1° dicembre e completare le concessioni entro fine anno.
Il nuovo sindaco entrerà ufficialmente in carica solo il 1° gennaio 2026, quando le scelte sui casinò saranno già state definite.