Filippine, bufera sui casinò: ex funzionari pubblici accusati di riciclaggio

Il Philippine Aml Council indaga su 13 casinò per riciclaggio legato a progetti anti-inondazione. Il giro d'affari illegale avrebbe superato i 16 milioni di dollari.
Scritto da Dd

Foto di Andrey Andreyev (Unsplash)

Il Philippine Anti-Money Laundering Council avvia un’indagine su 13 casinò del Paese sospettati di essere coinvolti in operazioni di riciclaggio legate a una truffa milionaria su progetti di controllo delle inondazioni. L’inchiesta è stata avviata dopo le rivelazioni del senatore Panfilo Lacson, che ha denunciato perdite per oltre 950 milioni di pesos filippini, pari a 16,6 milioni di dollari (poco più di 14 milioni di euro), da parte di cinque ex funzionari del Dipartimento dei lavori pubblici e delle autostrade.

Secondo i documenti ufficiali forniti dalla Philippine Amusement and Gaming Corporation, le perdite sono state registrate in casinò situati a Metro Manila, Cebu e Pampanga. Lacson ha parlato di “dati convalidati” che mostrano un comportamento sospetto da parte degli ex dirigenti, i quali avrebbero utilizzato i casinò per mascherare fondi illeciti provenienti da appalti truccati e lavori incompleti.

Il direttore esecutivo del Philippine Anti-Money Laundering Council, Matthew David, ha confermato l’apertura dell’indagine durante il programma televisivo “24 Oras”, sottolineando che “esiste una tabella di sanzioni amministrative” per le violazioni commesse dai soggetti obbligati. I casinò filippini, infatti, sono tenuti a segnalare automaticamente tutte le transazioni superiori a 5 milioni di pesos filippini e a registrare l’identità dei giocatori, conservando i dati per almeno cinque anni.

Il caso ha riacceso l’attenzione sul sistema di controllo del gioco pubblico nelle Filippine, dove il settore dei casinò è già stato oggetto di critiche per la sua vulnerabilità al riciclaggio. La normativa introdotta nel 2017 impone regole stringenti, ma secondo gli analisti, le falle nel sistema junket e la gestione del contante continuano a rappresentare un rischio.

L’inchiesta coinvolge anche il cosiddetto “Bulacan Group of Contractors”, accusato di aver simulato attività di gioco con puntate minime e riscossioni in contanti, trasformando fondi pubblici in vincite apparenti. Tra i progetti sospetti figura un intervento da 92,5 milioni di pesos filippini (circa 1,4 milioni di euro), dichiarato completato al 46 percento appena due giorni dopo l’avvio, nonostante sul campo i lavori fossero quasi inesistenti.

Il Philippine Anti-Money Laundering Council ha promesso un’intensificazione dei controlli e il congelamento dei beni riconducibili agli indagati. Il settore del gioco pubblico, che include casinò, poker, ippica, videogame, amusement e parchi di divertimento, resta sotto osservazione, in attesa di sviluppi che potrebbero ridefinire il quadro normativo e operativo del gioco nelle Filippine.