Il Giappone aumenta i costi dei visti: è una mossa che può favorire il turismo dei casinò?

Il rincaro dei visti in Giappone mira a gestire l'overtourism ma gli analisti vedono un effetto positivo per i resort integrati e per il mega casinò di Osaka.
Scritto da Redazione

Immagine creata con l'Intelligenza artificiale

Il Giappone si prepara a rialzare, per la prima volta dal 1978, le tariffe dei visti turistici e a triplicare la tassa di partenza per i viaggiatori stranieri a partire dal 2026. Una misura ufficialmente volta a contenere l'overtourism e finanziare infrastrutture di viaggio più sostenibili ma che, secondo gli esperti, potrebbe anche potenziare la strategia del Paese nel settore del turismo dei casinò.

Secondo il Ministero degli Affari Esteri giapponese, il costo di un visto singolo passerà da 3.000 yen (circa 18,70 euro) a un importo più elevato ancora da definire, mentre i visti multipli saliranno dagli attuali 6.000 yen (circa 37,40 euro). Anche la partenza dal Paese diventerà più costosa: la tassa per i viaggiatori in uscita aumenterà da 1.000 a 3.000 yen (circa 18,70 euro).

I proventi saranno destinati al miglioramento delle strutture turistiche, alla digitalizzazione dei controlli aeroportuali e alla gestione dei flussi nei siti più affollati, come Kyoto, Tokyo e il Monte Fuji, tutte mete oggi sotto pressione per l’enorme afflusso di visitatori.

BOOM TURISTICO – Dopo la riapertura dei confini, il Giappone ha registrato numeri record: 25 milioni di visitatori nel 2023, saliti a quasi 37 milioni nel 2024, superando il picco pre-pandemia. Solo nei primi nove mesi del 2025, oltre 31 milioni di arrivi internazionali hanno confermato il trend in crescita.

Tuttavia, l’afflusso ha provocato congestione e malcontento in molte comunità locali, spingendo città come Kyoto ad aumentare anche la tassa di soggiorno fino a 10.000 yen (circa 63 euro) a notte, a partire dal 2026.

I CASINO COME NUOVA FRONTIERA – Dietro le politiche anti-overtourism, molti analisti intravedono una strategia per orientare il flusso verso un turismo di fascia più alta, in linea con il piano nazionale per lo sviluppo dei resort integrati.

Il primo grande progetto, l’Integrated Resort di Osaka sull’isola artificiale di Yumeshima — guidato da Mgm Resorts International e Orix Corp. — dovrebbe aprire i battenti entro il 2030, diventando il cuore del nuovo turismo del divertimento in Giappone.

Anche la zona di Tomakomai, nella prefettura di Hokkaido, ha confermato l’intenzione di candidarsi per ospitare un IR con casinò nella prossima fase di autorizzazioni governative, con il supporto dei comuni limitrofi.

Con le nuove tasse e i visti più costosi, Tokyo punta a ridurre i flussi di viaggiatori low cost e ad attrarre visitatori con maggiore capacità di spesa: uomini d’affari, giocatori d’azzardo internazionali e turisti interessati ai resort di lusso.

Parallelamente, il governo ha intensificato la lotta contro le piattaforme di gioco offshore illegali, chiedendo ai regolatori esteri di bloccare i casinò online non autorizzati che operano sul mercato giapponese.

UN MODELLO ALLA SINGAPORE – Con una politica di viaggio più selettiva e una regolamentazione rigida del gioco, il Giappone sembra voler seguire l’esempio di Singapore e Macao: due mercati che uniscono turismo di lusso, casinò di alto profilo e un controllo severo del gioco responsabile.

Le nuove entrate derivanti dai visti e dalle tasse di partenza potrebbero così finanziare progetti di gioco responsabile, sostegno alle comunità locali e infrastrutture attorno ai futuri resort, rafforzando la visione del Giappone come nuovo hub del turismo di casinò premium in Asia.