La Russia valuta la legalizzazione dei casinò online per colmare il deficit di bilancio

Il ministro delle Finanze Siluanov propone un nuovo quadro normativo per generare entrate consistenti dai casinò online e contrastare il mercato illegale.
Scritto da Redazione

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Nel tentativo di rafforzare le entrate statali, in un contesto di crescente deficit di bilancio, il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov ha avanzato una proposta destinata a far discutere: la legalizzazione dei casinò online. Il piano, presentato direttamente al presidente Vladimir Putin e riportato dal quotidiano economico Kommersant, punta a creare una nuova fonte di gettito per compensare l’aumento delle spese legate al conflitto in Ucraina e alla debolezza dei prezzi del petrolio.

In Russia il gioco online è formalmente vietato dal 2009, ma il divieto non ha fermato la crescita del settore. Secondo le stime, il fatturato del gambling illegale online raggiunge i 3.000 miliardi di rubli (circa 30 miliardi di euro), superando di gran lunga il comparto legale delle scommesse sportive e dei totalizzatori, che nel 2024 ha generato 1.700 miliardi di rubli (17 miliardi di euro).

La proposta del Ministero delle Finanze mira a intercettare i giocatori attualmente attivi sul mercato nero, convogliandoli in un ecosistema regolamentato e tracciabile. Il modello ipotizzato prevede un sistema centralizzato di controllo, simile a quello già utilizzato per i bookmaker legali, con un operatore unico incaricato di monitorare tutte le puntate e i flussi finanziari.

NUOVA REGOLAMENTAZIONE – Secondo le stime ufficiali, la legalizzazione dei casinò online potrebbe garantire allo Stato circa 100 miliardi di rubli all’anno (1,1 miliardi di euro). Come riportato da Novaya Gazeta – uno dei principali quotidiani indipendenti russi – il piano prevede una tassazione del 30 per cento sul Gross Gambling Revenue (Ggr), con versamenti mensili da parte degli operatori autorizzati. 

Le principali misure regolatorie previste dal piano includono: l’istituzione di un’età minima di 21 anni per accedere ai casinò online, l’obbligo per tutti gli operatori di utilizzare un sistema contabile centralizzato per monitorare le giocate, e il rilascio di licenze statali per chi desidera entrare nel mercato.

GIOCO RESPONSABILE  E TIMORI SOCIALI – Per accompagnare l’espansione del gioco online in modo responsabile, Siluanov ha previsto nel progetto alcune misure di tutela. L’operatore statale designato avrebbe il compito di implementare strumenti di monitoraggio avanzati, tra cui profili personalizzati dei giocatori, limiti sulle puntate e sulla durata delle sessioni e regolazioni graduali per chi dovesse mostrare segnali di rischio.

Nonostante l’attenzione alle tutele, il piano ha suscitato opinioni contrastanti. Nikolay Novichkov, del partito A Just Russia, ha espresso preoccupazioni sul possibile impatto economico su pensionati e famiglie a basso reddito. Anche la Chiesa ortodossa russa si è mostrata cauta: secondo Vachtang Kipshidze, alto rappresentante dell’istituzione, sarà importante monitorare l’iniziativa per garantire che sia sostenibile anche sul piano sociale e familiare.

SFIDA AL GAMBLING ILLEGALE – Da anni le autorità russe cercano, senza successo, di arginare il gioco illegale online attraverso blocchi e restrizioni tecnologiche. Secondo alcune stime, il mercato non autorizzato rappresenta ancora tra il 20 e il 40 per cento dell’intero settore del gambling. L’obiettivo della proposta Siluanov è offrire un’alternativa legale credibile, capace di ridurre l’appeal delle piattaforme clandestine. 

Al momento il presidente Putin non ha espresso una posizione ufficiale ma il dibattito è ormai aperto. Tra necessità fiscali, controllo del mercato e rischi sociali, la legalizzazione dei casinò online potrebbe rappresentare una svolta storica per il gambling russo. In un contesto economico sempre più complesso, il futuro della proposta resta incerto ma il tema è destinato a rimanere al centro dell’agenda politica nei prossimi mesi.