Nonostante la frenata della Strip di Las Vegas, i casinò del Nevada crescono

Il mercato dei casinò del Nevada continua a espandersi nonostante il calo di Las Vegas e le incertezze fiscali legate alla nuova normativa sulle perdite di gioco.
Scritto da Redazione

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Il settore del gioco in Nevada conferma il suo trend positivo anche nel mese di novembre 2025. Secondo i dati diffusi dalla Nevada Gaming Control Board, i casinò dello Stato hanno generato 1,35 miliardi di dollari di ricavi, segnando un aumento del 2,4% rispetto agli 1,32 miliardi di novembre 2024.

Guardando all’intero anno fiscale in corso (dal 1° luglio al 30 giugno), il fatturato complessivo ha raggiunto 6,6 miliardi di dollari, con una crescita del 2,8% su base annua, a conferma della solidità del mercato del gaming, nonostante alcune aree di difficoltà.

LA STRIP DI LAS VEGAS IN SOFFERENZA – Il dato positivo arriva nonostante il calo registrato sulla celebre Strip di Las Vegas, che ha visto i ricavi scendere dello 0,6%, fermandosi a 784,3 milioni di dollari.

A incidere in modo significativo è stato ancora una volta il baccarat ad alto livello, gioco particolarmente legato ai grandi scommettitori. I ricavi del baccarat sono diminuiti del 5,7%, attestandosi a 137,3 milioni di dollari. Le forti oscillazioni di questo segmento, storicamente, possono influenzare in maniera rilevante i risultati mensili della Strip.

Nel complesso, i giochi da tavolo sulla Strip hanno registrato un calo del 6,7%, con ricavi pari a 362,8 milioni di dollari, mentre anche le slot machine hanno segnato una flessione dello 0,6%, arrivando a 784,3 milioni di dollari.

Il rallentamento è coerente con il calo del turismo: secondo la Las Vegas Convention and Visitors Authority, il numero di visitatori è diminuito del 5,2%, scendendo a 3,1 milioni di presenze. Anche l’offerta alberghiera ha subito una lieve contrazione (-0,6% a 547.000 camere), con un tasso di occupazione in calo del 2%, al 79,4%.

LE AREE PERIFERICHE SPINGONO LA CRESCITA – In netta controtendenza rispetto alla Strip, le altre aree della contea di Clark hanno registrato performance decisamente positive, dimostrando una maggiore resilienza del mercato locale. Downtown Las Vegas ha messo a segno un incremento a doppia cifra, con i ricavi saliti del 10,3% fino a 87,2 milioni di dollari, mentre la Boulder Strip si è distinta come una delle zone più dinamiche del mese, facendo segnare un balzo del 20% a 79,5 milioni.

Risultati altrettanto incoraggianti arrivano da Laughlin, che ha chiuso novembre con un aumento dell’11,6% a 38 milioni, e da Mesquite, in crescita del 10,7% a 18,2 milioni di dollari. Anche North Las Vegas ha contribuito al quadro positivo, con un incremento del 4,7%, raggiungendo anch’essa quota 18,2 milioni. Nel complesso, questi dati confermano come i casinò al di fuori della Strip stiano beneficiando di una clientela più locale e di un modello di business meno legato ai grandi flussi turistici internazionali.

Il quadro appare invece più articolato nel Nord del Nevada, dove i risultati sono stati contrastanti. Alcune delle principali località hanno registrato un calo dei ricavi, come North Lake Tahoe, in flessione del 3,8% a 1,7 milioni di dollari, South Lake Tahoe, scesa del 4,6% a 13,8 milioni, e Sparks, che ha contenuto le perdite con un lieve calo dello 0,8% a 14,9 milioni. In questo contesto spicca Reno, che rappresenta l’eccezione positiva dell’area, grazie a una crescita del 7,1% che ha portato i ricavi a 55,6 milioni di dollari.

Segnali incoraggianti arrivano anche da Elko County, al confine tra Nevada e Idaho, dove il fatturato è aumentato del 5,3% raggiungendo 35,6 milioni di dollari. All’interno dell’area, Wendover ha contribuito in modo significativo con 24,3 milioni, in crescita del 4,6%, mentre la Carson Valley ha chiuso il mese di novembre con ricavi pari a 11,6 milioni, segnando un aumento più contenuto ma comunque positivo del 2,2%.

PREOCCUPAZIONI PER LA NUOVA TASSA – I segnali di crescita arrivano però in un contesto di forte incertezza per l’industria dei casinò, legata all’entrata in vigore della 'One Big Beautiful Bill', una nuova e ampia legge federale che introduce modifiche fiscali e regolamentari con impatti diretti anche sul settore del gioco. Il provvedimento, attivo dal 1° gennaio, prevede tra le varie misure una revisione del trattamento fiscale delle perdite di gioco, stabilendo che i giocatori possano dedurre dalle tasse solo il 90% delle perdite subite, e non più il 100% come avveniva in precedenza.

Secondo gli operatori del settore, questa modifica rischia di scoraggiare soprattutto i giocatori ad alto livello, riducendo il volume delle puntate e incidendo in modo sensibile sui ricavi dei casinò, in particolare in segmenti come il baccarat e i giochi da tavolo ad alto stakes.

Proprio per questo motivo, nei giorni scorsi diversi dirigenti dei principali casinò di Las Vegas si sono recati a Washington D.C. per incontrare membri del Congresso, con l’obiettivo di ottenere una revisione o un correttivo alla norma, giudicata potenzialmente dannosa per la competitività del mercato del gaming statunitense.

Il settore del gioco in Nevada rimane dunque su un percorso di crescita ma, tra il calo del turismo sulla Strip e le nuove pressioni fiscali, i prossimi mesi saranno decisivi per capire se il trend positivo potrà consolidarsi o se le recenti criticità finiranno per rallentare la ripresa.