Aggravi (Consiglio VdA): ‘Tutelare il Casinò, senza confondere i piani’
“La Casinò de la Vallée non è soltanto una società partecipata della nostra Regione. È un pezzo rilevante dell’economia valdostana, soprattutto per la sua area turistica di riferimento, e rappresenta – che piaccia o meno – un nodo importante dell’offerta complessiva del nostro territorio. Senza indulgere a nostalgie o richiami ai fasti del passato, che non possono tornare perché i tempi e il mercato sono cambiati, occorre riconoscere che il futuro della Casa da gioco resta una questione strategica per la Valle d’Aosta.”
A sottolinearlo è Stefano Aggravi, attuale presidente del consiglio regionale della Valle d'Aosta – nonché esponente di Rassemblement Valdôtain –, tornando a parlare delle sorti della Casa da gioco di Saint Vincent dopo l'operazione condotta dalla Guardia di finanza di Aosta che ha fatto luce su un sistema di riciclaggio realizzato da imprese commercianti materiale ferroso e attuato, secondo gli indizi fin qui raccolti, anche grazie a due impiegati del casinò.
Fatto che ha portato alcuni sindacalisti a interrogarsi sul futuro dell'azienda e l'opportunità della sua privatizzazione.
IL CONCORDATO: UNA SCELTA DIFFICILE, L’UNICA STRADA PERCORRIBILE – Aggravi ripercorre le tappe recenti della storia del Casinò, ribadendo come la scelta della procedura concordataria sia stata “l’unica strada percorribile. La rifarei esattamente nello stesso modo. Non entro nel merito degli interventi che nei decenni precedenti avevano tentato di sostenere l’Azienda: su quelli giudicheranno la storia e gli elettori. Io posso rispondere soltanto delle scelte che ho compiuto, non di quelle altrui. E, a differenza di chi è sempre pronto a giudicare le decisioni degli altri, ritengo che ogni amministratore debba rispondere del proprio operato con serietà e trasparenza, senza scaricare responsabilità o riscrivere i fatti a posteriori”, scrive sul suo blog, nella rubrica "Le dimanche".
LE INDAGINI DI QUESTI GIORNI: NON CONFONDIAMO I PIANI – Quanto all'operazione della Guardia di finanza, Aggravi invita a non “distogliere l’attenzione dalla questione di fondo: il futuro industriale, organizzativo e strategico della Casinò de la Vallée. La Casa da gioco è, e rimane, una realtà di gestione privatistica. È quindi un grave errore sovrapporre l’eventuale responsabilità penale di singoli a una valutazione complessiva dell’Azienda. Se qualcuno ha agito in modo illecito, ne risponderà personalmente. Ma il destino dell’Azienda, della sua struttura e del suo ruolo nell’economia valdostana deve essere valutato su basi oggettive, industriali e di mercato. Confondere comportamenti individuali e strategia aziendale significherebbe fare un danno alla comunità valdostana, al futuro economico dell’Azienda”.
REPUTAZIONE, CONTROLLI INTERNI E RESPONSABILITÀ 231/01 – Proprio per questo, prosegue il presidente del consiglio regionale, “ è fondamentale che la reputazione e l’integrità del sistema dei controlli interni della Casinò vengano non solo tutelate, ma dimostrate con chiarezza. Lo impone il buon senso, lo impone la responsabilità verso i valdostani, e lo impone il quadro normativo del D.Lgs. 231/2001. Oltre ciò che emerge dai giornali, ciò che conta davvero è che il modello organizzativo, i controlli, la compliance e la 'tenuta morale' dell’Azienda risultino pienamente integri. La Casa da gioco è un’Azienda 'speciale', soggetta a rischi peculiari e a un regime normativo molto stringente. Per questo la trasparenza dei processi, la robustezza dei controlli e l’autonomia gestionale sono fondamentali per la sua credibilità”.
SCELTE STRATEGICHE, NON REAZIONI EMOTIVE – Aggravi in conclusione invita alla prudenza e a passi ponderati: “I prossimi mesi saranno decisivi. Sono già disponibili materiali, analisi e approfondimenti significativi – penso al lavoro condotto da EY e da Grimaldi | Alliance – che offrono una base solida per individuare una soluzione credibile, efficiente e, soprattutto, realmente percorribile. Un percorso già avviato in IV commissione, ma che richiederà ulteriori approfondimenti e momenti di confronto. Questa è la sfida autentica: scegliere, finalmente e con responsabilità, quale ruolo dovrà avere la Casinò nella Valle d’Aosta dei prossimi anni. Senza illusioni, senza nostalgie e senza strumentalizzazioni di qualsiasi natura”.