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Albo dei gestori, uno scenario anche per i casinò

30 settembre 2022 - 10:19

Vista la proprietà pubblica dei casinò, è da valutare la possibilità di istituire un albo dei loro gestori, sotto l'egida del Viminale.

Di Lucamato - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=73056790

Di Lucamato - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=73056790

Continuando il discorso sulle case da gioco e senza avventurarmi in questioni dove non sono all’altezza, desidero porre l’attenzione sulla eventuale creazione dell’albo dei gestori.
L’unica certezza è che la proprietà non può che essere pubblica ed è talmente lampante perché, in caso contrario, si avrebbero facilmente delle gestioni in una posizione prevalente. 

L’albo nazionale dei gestori potrebbe essere istituito presso il ministero dell’Interno e contenere i requisiti indispensabili per gestire una casa da gioco. Dovrebbe contenere l’indicazione della forma societaria e una sorta di vincoli collegati al trasferimento di azioni.
Ma questa è materia spettante ad altri! Mi permetto soltanto di accennare alla composizione del capitale societario.
Attualmente le gestioni sono tutte pubbliche e prevedere altre forme, bene inteso senza preferenze da parte mia, mi pare possibile.
Le gestioni si possono prevedere anche private e miste con un capitale a maggioranza pubblica o privata. 

La sola certezza, a mio avviso, risiede nella natura giuridica delle entrate derivanti all’ente pubblico periferico proprietario della casa da gioco per cui lo stesso ente, tramite il controllo sulla regolarità del gioco, non potrà mai non essere al corrente dell’andamento gestionale.
Quindi, nel capitolato d’appalto l’ente in discorso potrà immettere tutte le norme che ritiene indispensabili in tema di controlli.
Ma non solo. Se la gestione è interamente o mista a capitale privato il proprietario dovrà o potrà, in forza di una disposizione legislativa da parte del ministero dell’Interno, richiedere garanzie e requisiti. Certamente, trattandosi di concessioni, non mancheranno, a maggior ragione, le ipotesi di revoca. Questo me lo posso permettere dopo tanti anni nel settore.

Non so a chi spetti ma, sicuramente, poiché si parla di una funzione rilevantissima, saranno fissate le modalità relative al cambio assegni, ricordo con l’occasione l’art. 1933 del codice civile ed altre normative atte a fornire anticipazioni di mezzi per il gioco.
Se ben rammento c’era un richiamo specifico riguardante i proventi derivanti all’ente pubblico proprietario della casa da gioco e concedente che le definiva di natura pubblicistica da classificare in bilancio come entrate tributarie (L. n. 488/86).
Questo mi ricorda il capitolato, forse non il più recente, tra il Comune di Venezia e la società di gestione del locale casinò nel quale la funzione delle mance che competono alla gestione e della percentuale sui proventi netti lasciati alla stessa erano descritti; sia per la loro natura giuridica sia per la specifica funzione di garantire l’equilibrio finanziario per l’ente gestore. E, sempre nel capitolato si faceva e, penso si faccia il preciso riferimento in osservanza all’art.19 del decreto legge n. 319/86 convertito in legge n. 488/86.

Ciò che ho sempre notato, devo ammettere con piacere nel leggere capitolati e proposte di legge in tema di casinò, è la disposizione per accedere alle sale. Non è permesso entrare al casinò se non previa presentazione di un documento valido che comprovi la maggiore età. 

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