Liris (FdI): ‘Formazione, pilastro imprescindibile per il gioco responsabile’

Secondo il senatore Guido Quintino Liris (Fratelli d'Italia) il gioco responsabile 'è lo strumento più efficace per coniugare legalità, tutela sociale e sostenibilità economica'.
Scritto da Cc

Guido Quintino Liris, senatore di Fratelli d'Italia © Pagina Facebook

Nel testo della legge delega per la riforma fiscale – recentemente modificata, con la proroga dei termini di attuazioneè centrale il riordino del gioco, e con esso la promozione del gioco responsabile.

Un tema particolarmente caro al senatore Guido Quintino Liris, attualmente capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Bilancio, intervistato da GiocoNews, a margine dell'evento “Strategie e innovazione per il gioco responsabile”,  organizzato da Novomatic.

Nel corso dell’evento organizzato da Novomatic si è parlato soprattutto di gioco responsabile. Quanto è importante secondo lei la formazione e dove è necessario colmare delle lacune?

“La formazione rappresenta oggi uno dei pilastri imprescindibili per garantire un approccio serio e responsabile al tema del gioco. E proprio in occasione dell’evento organizzato da Novomatic, il focus sul gioco responsabile ci ha offerto lo spunto per riflettere su quanto ancora ci sia da fare in questa direzione.

Le lacune che oggi riscontriamo sono il frutto di una mancata attenzione strutturale nel passato, dove il tema della formazione non è stato mai affrontato in modo sufficientemente incisivo. Eppure stiamo parlando di un comparto, quello del gioco legale, che ogni anno genera oltre 10 miliardi di euro di introiti per lo Stato. Questo dato impone una riflessione seria e una strategia chiara, che parta proprio dalla responsabilizzazione degli operatori e dalla tutela degli utenti.

È necessario colmare il gap culturale e operativo, a partire dal coinvolgimento delle Asl e dei dipartimenti di prevenzione, che possono rappresentare un’avanguardia concreta sul territorio. Attraverso strumenti di monitoraggio costante, grazie anche all’utilizzo delle tecnologie già disponibili, possiamo misurare e comprendere i flussi di denaro e i comportamenti di consumo, per poi intervenire in maniera mirata.

Un sistema normativo moderno e funzionale deve saper tenere insieme due esigenze: da un lato quella di chi investe nel settore, dall’altro quella – imprescindibile – di chi fruisce del gioco, in particolare le fasce più fragili. I minori, che per motivi anagrafici sono in una condizione di vulnerabilità, e chi rischia di sviluppare una dipendenza, devono essere al centro della nostra attenzione.

Il concetto di gioco responsabile, inserito all’interno di un’offerta legale e regolamentata, è lo strumento più efficace per coniugare legalità, tutela sociale e sostenibilità economica. E lo Stato ha il dovere di governare questo fenomeno, non solo per garantirne le entrate, ma soprattutto per salvaguardare il benessere collettivo.”

 

Si parla sempre di più di intelligenza artificiale e di tante innovazioni. Quale contributo possono portare queste nuove tecnologie in relazione a un gioco più responsabile da parte degli utenti?

“Le nuove tecnologie, e soprattutto l'intelligenza artificiale, stanno trasformando il nostro approccio al gioco legale in modo decisivo. Un fattore chiave di questa trasformazione è la capacità di monitorare e analizzare in tempo reale i dati dei giocatori, che, se gestiti correttamente, possono davvero fare la differenza. L’intelligenza artificiale, in particolare, permette di intervenire in modo mirato grazie alla precisione dei dati che raccoglie, come nel caso dell’identificazione tramite carta di identità o attraverso sistemi biometrici che monitorano il comportamento degli utenti.

Questo tipo di tecnologia consente, ad esempio, di identificare quando un minore si avvicina a una macchina da gioco, o di intercettare segnali di dipendenza, avviando processi di autoesclusione nei casi in cui il giocatore non è più in grado di gestire in maniera lucida l’attività. In questo senso, l’intelligenza artificiale non è solo uno strumento di monitoraggio, ma un vero e proprio alleato nella prevenzione. Le macchine, infatti, possono essere programmate per escludere automaticamente i giocatori che presentano comportamenti problematici, agendo quindi in modo autonomo all’interno di un sistema normativo che, se impostato correttamente, può garantire il rispetto delle regole e la protezione degli utenti.

Tutto ciò è reso possibile dalla spinta tecnologica che oggi riceviamo anche grazie agli investimenti previsti dal Pnrr, che ci consentono di implementare sistemi di controllo e monitoraggio sempre più sofisticati. Ma è fondamentale che questi strumenti siano accompagnati da un adeguato sistema normativo, che sappia bilanciare l’innovazione con la protezione sociale.”

 

In questo settore gli attori coinvolti sono tanti, a partire dagli operatori e passando dagli utenti, fino a raggiungere le aule della politica. Qual è secondo lei il giusto bilanciamento?

“Il giusto equilibrio si costruisce sul dialogo, sulla responsabilità e sul coordinamento istituzionale. Non possiamo pensare di affrontare un tema così complesso senza ascoltare chi ogni giorno è sul campo: gli operatori, le associazioni di categoria, ma anche i territori e gli enti locali. Il primo passo è garantire un confronto costante e strutturato, che tenga conto delle esigenze di tutti gli attori coinvolti.

A livello centrale, l’Agenzia delle dogane e monopoli e la Guardia di finanza hanno il compito fondamentale di raccogliere dati e garantire trasparenza. È grazie a questi strumenti che possiamo compiere analisi puntuali e mettere in campo politiche efficaci, fondate su numeri e non su impressioni.

Ma il punto centrale resta la responsabilità del legislatore. Serve un approccio integrato, che metta in rete più ministeri: Economia e Finanze, Salute, Innovazione tecnologica. La sicurezza e la privacy sono temi non negoziabili, così come non lo è la prevenzione del disagio sociale. In quest’ottica, le Asl e i dipartimenti di prevenzione devono diventare alleati strategici. Solo così possiamo intercettare i segnali di allarme e intervenire con tempestività.

Dobbiamo valorizzare la conferenza Stato-Regioni e il ruolo dei Comuni. È lì che si può costruire una cultura del gioco sano, legale, consapevole. Ma attenzione: regolamentare non significa soffocare. Non possiamo penalizzare gli operatori virtuosi, né lasciare indietro chi è più fragile.

Se lo Stato non presidia questo settore, il rischio è che prenda il sopravvento l’illegalità, con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano economico, sociale e sanitario. Oggi ci sono tutte le condizioni per intervenire con equilibrio e responsabilità, mettendo in sinergia istituzioni centrali, enti territoriali e operatori del settore. Serve solo la volontà politica di farlo.”