Casinò Campione, Fiamma tricolore: ‘Fare chiarezza sulla nomina di Venditti’
Gli ennesimi, recenti sviluppi del caso Garlasco – con l'iscrizione nel registro degli indagati di Giuseppe Sempio per la presunta corruzione all'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, che archiviò l'inchiesta sul figlio accusato per l'omicidio di Chiara Poggi nel 2017 – sono al centro della lettera scritta dalla Segreteria provinciale di Como di Fiamma tricolore a Corrado Conforto Galli, prefetto della provincia lombarda.
In tale lettera, il segretario organizzativo Carlo Russo chiede al prefetto di “garantire massima trasparenza e vigilanza nell’ambito di un’istituzione di rilevanza pubblica ed economica" come il Casinò di Campione d'Italia, visto il ruolo di ex presidente ricoperto da Venditti.
“Pur ribadendo con fermezza il principio di presunzione di innocenza, riteniamo tuttavia doveroso sottolineare che le ombre e i dubbi che emergono attorno a tale vicenda richiedono un attento monitoraggio istituzionale, al fine di tutelare non solo l’immagine di Campione d’Italia, ma anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dello Stato. Come Movimento politico, da tempo abbiamo segnalato alle competenti autorità l’opportunità che il dottor Venditti rinunciasse a incarichi direttivi all’interno del Casinò, proprio per evitare ogni possibile conflitto d’interesse o sovrapposizione tra funzioni giudiziarie e gestioni economiche. Oggi, purtroppo, i fatti sembrano confermare la fondatezza delle nostre preoccupazioni”, sottolinea Russo.
Nella nota inviata al prefetto inoltre si legge: “Riteniamo inoltre opportuno che venga verificato con la massima attenzione il percorso che ha portato l’ex Procuratore ad assumere tale incarico, nonché i criteri e le dinamiche che ne hanno accompagnato la nomina. È altresì necessario che vengano analizzati, con la dovuta trasparenza, gli atti di gestione e gli appalti disposti durante la sua permanenza ai vertici della casa da gioco, anche alla luce dei legami politici e personali che hanno potuto incidere su tali scelte. La nostra posizione è chiara: nessuna ombra di commistione tra potere giudiziario, interessi economici e decisioni politiche può essere tollerata. Le istituzioni, a partire dalla Prefettura, devono farsi garanti di legalità, imparzialità e decoro pubblico, principi che rappresentano il fondamento stesso della democrazia”.