Casinò Campione: risarcimenti chiesti ad ex amministratori, la politica chiede chiarezza
La decisione del Comune di Campione d'Italia e della Società Casinò di Campione Spa di chiedere 80 milioni di euro di danni a chi ha amministrato la Casa da gioco fino al 2018, anno in cui è stato dichiarato fallito dal Tribunale di Como, ha sollevato nell'enclave un polverone che di sicuro non si quieterà tanto presto.
I consiglieri di minoranza Simone Verda e Gianluca Marchesini (Campione 2.0) hanno depositato un istanza di accesso agli atti e un'interrogazione al sindaco di Campione d’Italia, estesa alla società Casinò di Campione Spa in merito alla domanda di arbitrato presentata, autorizzata già nel dicembre 2024 dal sindaco Roberto Canesi in rappresentanza del Comune, chiedendo “se esista o meno un qualsiasi atto deliberativo o determina che ha autorizzato il primo cittadino”, e se lui “sia al corrente, abbia valutato o si sia munito di consulenze atte a dimostrare che l’attivazione della domanda di arbitrato potrebbe essere non pertinente e pertanto irricevibile visto che non si tratta di 'controversie inerenti allo statuto' ma eventualmente un’azione di responsabilità 'mala gestio' che andrebbe esperita in sede diversa”.
Ora anche la Federazione provinciale di Como del Movimento sociale Fiamma tricolore prende posizione sulla vicenda, chiamando in causa anche il prefetto di Como Corrado Conforto Galli in merito alla recente iniziativa promossa dall’ex presidente del Casinò di Campione d’Italia, Mario Venditti, relativa alla verifica dei bilanci della casa da gioco a partire dal 2011. “Tale iniziativa, per tempistica e per la figura del promotore coinvolto, desta a nostro avviso forti perplessità e legittime domande in merito alla reale finalità dell’operazione, nonché al possibile uso strumentale delle istituzioni pubbliche”, sottolinea il segretario organizzativo Carlo Russo.
“Parliamo di un’iniziativa che arriva a oltre sette anni dal fallimento del 2018, in un contesto dove le eventuali responsabilità civili sono ormai prescritte, e i danni economici e sociali subiti dalla comunità campionese restano incalcolabili. Ma ciò che rende questa vicenda ancora più inquietante è la figura del promotore stesso. Mario Venditti, ex procuratore della Repubblica a Pavia, è attualmente sotto inchiesta da parte di due procure: Brescia e Pavia.
È un fatto che non può essere ignorato, tanto più alla luce della delicatezza del ruolo ricoperto da Venditti all'interno di una struttura pubblica di enorme impatto economico e simbolico. Come può una figura coinvolta in accertamenti giudiziari, per fatti legati al suo passato da magistrato, farsi oggi promotore di una 'operazione verità' sui conti del Casinò? E soprattutto: perché solo ora? Perché alla vigilia delle sue dimissioni?”.
Il Movimento sociale Fiamma tricolore – Federazione di Como quindi esprime “forte scetticismo e condanna la gestione politicamente ambigua di tutta questa vicenda. Ci troviamo di fronte all’ennesima operazione istituzionale che arriva fuori tempo massimo, quando tutto è già stato devastato, e le macerie economiche e occupazionali del Casinò sono ancora tutte lì, sulle spalle dei cittadini e dei lavoratori. In un Paese serio, certe iniziative si prendono quando servono, non quando conviene. E chi ha ricoperto ruoli così delicati deve dare l’esempio, non utilizzare gli strumenti pubblici per difendere posizioni personali o cercare redenzioni mediatiche. Noi continueremo a vigilare, a chiedere chiarezza e a denunciare ogni forma di ambiguità istituzionale. Campione merita giustizia vera, non teatrini dell’ultima ora”.
E intanto gli ex amministratori del Casinò di Campione chiamati in causa per la maxi richiesta di risarcimento si dicono “sbalorditi” respingendo ogni addebito.
Come Mauro Piazza, sottosegretario regionale con delega all’Autonomia e Rapporti con il consiglio regionale, che precisa: “Ho ricoperto a titolo gratuito la carica di consigliere di amministrazione dal 2010 al 2013, per poco più di due anni. La mia carica è cessata 5 anni prima del fallimento della casa da gioco. L’ex presidente Mario Venditti chiama in causa tutti gli amministratori e organi di controllo di quel periodo in una procedura arbitrale, contestando la mala gestio dell’azienda. Non vi è alcun procedimento penale nei miei confronti. Non si contesta alcuna appropriazione indebita o sottrazione di denaro. Ritengo l’azione totalmente infondata e temeraria. Attiverò ogni forma di tutela della mia immagine e onorabilità, devolvendo in beneficenza il ricavato dei danni subiti”.
Sugli ultimi accadimenti interviene anche Giacomo Zamperini, consigliere regionale della Lombardia con Fratelli d'Italia: “Prendiamo atto di questa assurda vicenda. Nonostante le differenze politiche e le sensibilità personali che ci separano, conosco Mauro Piazza da quando ho cominciato a fare politica a quindici anni e posso testimoniare come sia sempre stata una persona impeccabile e perbene dal punto di vista dell’onorabilità. Sono certo che nella sua attività politica ed amministrativa non si sia mai messo in tasca un solo centesimo di soldi pubblici dei cittadini e che saprà dimostrarlo, difendendosi da queste accuse infondate. Stesso discorso vale per il nostro consigliere provinciale e sindaco di Casargo, Antonio Pasquini (anche lui coinvolto nella maxi richiesta di risarcimento, Ndr). Abbiamo piena fiducia nella magistratura, stessa fiducia che abbiamo sulla loro onestà e sulla capacità che avranno di dimostrare la loro totale estraneità ai fatti contestati”.