Casinò di Campione: nuova replica di Verda e Marchesini al Dg Silvestri su ammanchi di cassa e ruoli politici

I consiglieri comunali di 'Campione 2.0' rivendicano il diritto di controllo del socio unico e contestano la riservatezza sui dati gestionali.
Scritto da Redazione

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"Il direttore non dovrebbe svolgere compiti politici e soprattutto addossare responsabilità politiche di un suo compito che di politico non ha proprio nulla, anzi". È con questa ferma presa di posizione che Simone Verda e Gianluca Marchesini, consiglieri di "Campione 2.0", replicano alla direzione del casinò di Campione d'Italia, che aveva a sua volta risposto, su sollecitazione di Campione 2.0, in merito ai numeri degli occupati della Casa da gioco.

Secondo Verda e Marchesini, il Dg Silvestri, pur fornendo i dati sulla forza lavoro (188 dipendenti a tempo indeterminato e 12 a termine al 31 dicembre), ha negato l'accesso alle informazioni sugli ammanchi di cassa. Silvestri ha infatti sostenuto che tali dettagli abbiano una "natura strettamente riservata" e non siano divulgabili per ragioni di privacy.

Verda e Marchesini contestano duramente questa segretezza, dichiarando di essere "consapevoli che la direzione del casinò stia contestando errori (ammanchi) di cassa ai dipendenti dedicati a tale servizio", aggiungendo che "siamo oltretutto al corrente che la direzione giochi abbia inviato a più dipendenti lettere di contestazione ed addebito per tali errori". Per questo motivo, i consiglieri hanno ribadito la richiesta di conoscere l'ammontare totale degli ammanchi dalla riapertura e il numero di impiegati sanzionati, sollecitando sul punto anche l'attenzione dei Commissari.

I consiglieri di Campione 2.0 ricordano che, essendo il Comune socio unico della società Casinò Campione benefit spa, "il compito e il diritto di un gruppo del Consiglio comunale è quello di informarsi, di controllare e di poter conoscere". Hanno inoltre definito "spiacevole e fuori luogo" il fatto che la direzione giochi addebiti le contestazioni disciplinari alle richieste della minoranza, sottolineando che l'autonomia gestionale del direttore non deve interferire con la politica.

Sempre in merito alla natura degli ammanchi i consiglieri si dicono certi che si tratti di "errori in buona fede da parte dei dipendenti", argomentando che, in caso di irregolarità gravi, il direttore avrebbe avuto l'obbligo di presentare denunce alle autorità e informare formalmente il Cda e il socio, e concludono la nota chiedendo a Silvestri di evitare futuri "sconfinamenti dei ruoli" tra chi è chiamato a dirigere e chi deve esercitare il controllo politico.