Casinò e gioco: il nuovo premier Charnvirakul chiude alla legalizzazione in Thailandia
Gioco pubblico, casinò, poker e imposta sul valore aggiunto: sono queste le parole chiave che dominano il dibattito politico in Thailandia, dove il nuovo primo ministro Anutin Charnvirakul ha deciso di archiviare definitivamente il disegno di legge che avrebbe legalizzato l’industria del gioco d’azzardo nel regno. La sua posizione, netta e senza ambiguità, è stata motivata anche dall’opposizione di Pechino, che ha espresso forti riserve sull’apertura di casinò in territorio thailandese.
Charnvirakul, entrato in carica il 5 settembre 2025 succedendo a Paetongtarn Shinawatra dopo una settimana di stallo parlamentare, ha subito dichiarato che la Thailandia dovrà “aspettare un altro primo ministro” per vedere nascere resort con casinò legali. Una presa di posizione che ha gelato le speranze di chi, come l’ex premier e il suo predecessore Srettha Thavisin, vedeva nella liberalizzazione del gioco un’opportunità per rilanciare il turismo e attrarre investimenti internazionali, soprattutto dalla Cina.
Il timore di Anutin è che il presidente cinese Xi Jinping possa reagire duramente all’approvazione del disegno di legge, adottando misure per ridurre i viaggi, il commercio e gli investimenti cinesi con la Thailandia. Già a febbraio 2025, Xi aveva invitato il precedente governo a riconsiderare il progetto, sottolineando i rischi legati all’aumento della criminalità e dei problemi sociali.
La Cina, infatti, vieta ai propri cittadini di giocare d’azzardo sia in patria che all’estero, con l’unica eccezione legale rappresentata da Macao. Tuttavia, in pratica, molti cinesi si recano a giocare in Cambogia, Myanmar e nelle Filippine, dove il settore è in forte espansione. La Thailandia, secondo alcuni analisti, avrebbe potuto inserirsi in questo mercato, ma la linea di Anutin è chiara: il gioco d’azzardo non deve essere uno strumento economico.
A conferma di questa visione, il primo ministro ha anche respinto la proposta di riclassificare il poker come sport e di abolire le restrizioni storiche sui giochi di carte. Una posizione che ha raffreddato l’entusiasmo di operatori internazionali come Melco Resorts and Entertainment. Il suo CEO, Lawrence Ho, aveva definito il mercato thailandese “un’opportunità generazionale che capita una volta ogni secolo” e aveva pianificato l’apertura di un casino-resort nel Paese, subordinata all’approvazione del nuovo quadro normativo. Un progetto che, almeno per ora, non vedrà la luce.
Il disegno di legge, noto come Entertainment Complex Bill, era stato approvato in linea di principio dal governo il 13 marzo 2025, ma ha incontrato numerosi ostacoli. A luglio, è stato ufficialmente accantonato a causa delle preoccupazioni espresse dal Ministero delle finanze e delle “ampie implicazioni sociali” citate dal portavoce governativo Jirayu Houngsub.