Caso Garlasco e Casinò, Campione 2.0 al sindaco Canesi: ‘È ora di fare chiarezza’

I consiglieri comunali Verda e Marchesini (Campione 2.0) chiedono chiarezza al presidente del Casinò Venditti, sul suo ruolo nel caso Garlasco, nonché al sindaco Canesi e alla sua maggioranza.
Scritto da Redazione

I consiglieri comunali Gianluca Marchesini e Simone Verda (Campione 2.0)

“Abbiamo sentito il sindaco in televisione 'auspicare' che il dottor Mario Venditti dia a questo punto le dimissioni e, a nostra volta, auspichiamo invece che non lo faccia e non solo perché in Italia c’è la presunzione d’innocenza. Se il dottor Mario Venditti si dimettesse, infatti, toglierebbe immediatamente le castagne dal fuoco al sindaco e alla sua maggioranza senza il doveroso chiarimento su tutto quello che è accaduto durante la sua gestione della società, senza il dovuto dibattito consiliare e senza render conto di niente. No, dottor Canesi, è finito il tempo in cui si nascondeva la polvere sotto il tappeto, va fatta chiarezza.”

È questo il messaggio che campeggia al centro del comunicato diffuso dai consiglieri comunali Simone Verda e Gianluca Marchesini (Campione 2.0) dopo le esternazioni del sindaco di Campione d'Italia, Roberto Canesi, alla trasmissione "Ignoto X" su La7, in cui ha auspicato le “dimissioni volontarie” del presidente del Casinò, in quanto indagato  per corruzione in atti giudiziari nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell'estate del 2007, quale ex procuratore aggiunto di Pavia.

Nel loro comunicato, Verda e Marchesini scrivono:“Vogliamo fare chiarezza fino in fondo sul nostro ruolo nella vicenda esplosa in questi giorni sui media e riguardante le indagini penali a carico del dottor Mario Venditti, presidente della società comunale di gestione della casa da gioco. 

Andiamo per punti: ai primi del mese di maggio del corrente anno abbiamo avviato diverse iniziative affinché si facesse chiarezza sulla notizia che il dottor Mario Venditti era sottoposto a indagine penale non perché, come ha detto il sindaco in televisione, avevamo letto un solo e misero articolo di stampa in tal senso. Eravamo allarmati perché la notizia in questione compariva ripetutamente e in tenore univoco. Lo statuto della società (articolo 13.4) è inequivocabile: basta una contestazione, anche non penale ma solo amministrativa, perché non si possa amministrare la casa da gioco.

In un mondo normale, quindi, il sindaco rappresentante del socio unico, avrebbe dovuto quanto meno accertare i fatti, ossia se il dottor Mario Venditti era o meno indagato, invece non ha fatto nulla di tutto questo, molto semplicemente si è limitato a dire che la circostanza era da trascurare perché incerta notizia di stampa; a questo punto il consiglio comunale e il Collegio sindacale della società hanno deliberato (noi abbiamo votato contro, ovviamente) che tutto era in ordine. Quanto in particolare al consiglio comunale, basta leggere il verbale degli interventi: il sindaco presiede la seduta, definisce una 'sciocchezza' quanto riportato dalla stampa, e dichiara di votare contro la nostra mozione, seguito, senza domande, dalla sua maggioranza.”

I due consiglieri comunali di minoranza quindi puntualizzano: “A La7 abbiamo sentito il sindaco Canesi dare una versione diametralmente opposta e non aderente alla realtà: l’iniziativa di 'archiviare senza indagini' subito la questione che avevamo posto sarebbe stata dei consiglieri comunali e dei membri del collegio sindacale della società e il dottor Roberto Canesi si sarebbe limitato a prenderne atto. Ci pare giusto sottolineare che, in questo modo, tutte le eventuali responsabilità civili, penali e amministrative che dovessero emergere in seguito dovrebbero cadere in capo ai consiglieri e ai sindaci che non potranno ora che ringraziare il sindaco per l’inaspettato dono e, sostanzialmente, per esser stati 'scaricati', in primo luogo l’avvocato Oliviero Perni che, come presidente del collegio sindacale, è in prima fila nella vicenda

Seconda precisazione: il sindaco ha detto (per la verità confusamente) che il contatto col dottor Mario Venditti fu originato dalla precedente presidente della casa da gioco, dottoressa Erminia Rosa Cesari, anch’essa pavese, e che 'casualmente' si erano così creati dei rapporti fra Campione d’Italia e il mondo Pavese. La riteniamo un’affermazione quanto meno reticente, a prescindere dal fatto che l’interessata è purtroppo deceduta e non potrà quindi confermare o meno le parole del Sindaco.

È di dominio pubblico, infatti, che il dottor Stefano Marzagalli, capogruppo consiliare per la maggioranza è pavese e, più precisamente, è legato al comune di San Genesio ed Uniti che, eppure questo è di dominio pubblico, è al centro di diverse vicende che lambiscono inchieste del dottor Mario Venditti (sia detto senza accusare nessuno) come quella a carico dell’assessore Adriatici. Ma il sindaco questo particolare della vicinanza tra la sua maggioranza e gli ambienti pavesi, chissà perché lo omette”.

Verda e Marchesini poi ribadiscono l'urgenza di fare "chiarezza ora e su tutto", richiamando un articolo pubblicato sul quotidiano su La Verità il 27 settembre che "descrive un’operazione finanziaria altamente sospetta" riconducibile al Casinò. "Quindi non si può certo evitare di indagare a fondo nella contabilità del casinò, per capire se e cosa sia vero, se e cosa fare e di chi siano eventuali responsabilità. Un’ultima lagnanza pubblica: non riusciamo a spiegarci come e perché sia potuto accadere -se è accaduto – questo episodio (speriamo unico) di opaca gestione del denaro da parte del casinò.

La casa da gioco è in concordato preventivo ma né i commissari Gianluca Minniti e Alessandro Danovi, né il giudice delegato dottor Marco Mancini (che secondo voci popolari a cui non ci associamo talora è ospite della società alle soirée' di gala del casinò) sono minimamente intervenuti. Idem il Collegio sindacale e tampoco l’Oiv – Organismo indipendente di valutazione, composto, guarda caso, dal dr. Umberto Calandrella, dall’avvocato Claudio Ghislanzoni e dal presidente del Collegio sindacale, avvocato Oliviero Perni. Eppure noi con diversi interventi scritti avevamo rese note molte circostanze critiche a tutti costoro.

Chiudiamo trascrivendo letteralmente la richiesta di accesso agli atti e di informazioni che oggi, lunedì 29 settembre, presenteremo al Comune e alla società: 'I sottoscritti consiglieri comunali Simone Verda e Gianluca Marchesini, dopo aver letto l’articolo su 'La Verità' del 27 settembre 2025, intitolato: 'Azzardo e misteri, una pista porta al Casinò di Campione' nel quale si afferma che la casa da gioco avrebbe incassato un assegno da 100.000 euro 'uscito dalle casse' della società pubblica Asm di Pavia e, poi, approdato al casinò di Campione passando dalle Bahamas, chiedono ai sensi di legge e in ragione del loro munus elettivo il rilascio di copia di tutta la documentazione interna attestante tale operazione -se effettivamente avvenuta – e di essere informati sul se l’operazione stessa sia stata o meno segnalata come sospetta alla Uif – Unità d'informazione finanziaria della Banca d’Italia, onde sollecitare una seduta di consiglio comunale per discutere e decidere in argomento”.