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Comune Campione a dipendenti: 'Assegno ad personam illegittimo, restituire somme'

01 agosto 2023 - 16:19

Il Comune di Campione d'Italia chiede a dipendenti e ex dipendenti di restituire l'assegno ad personam ricevuto, ritenuto illegittimo.

Scritto da Amr
Foto di Keegan Houser su Unsplash

Foto di Keegan Houser su Unsplash

L'assegno ad personam istituito nel 1996 con deliberazione di giunta e percepito dai dipendenti del Comune di Campione d'Italia per differenza cambio è illegittimo. Questa l'opinione espressa dal consulente della Procura della Repubblica di Como, Quirino Cervellini, trasmessa all'Organo straordinario di liquidazione del Comune Luca Corvi in riscontro a "taluni quesiti della Procura circa le cause che hanno determinato il dissesto finanziario del comune di Campione" e che ha esaminato anche le voci che riguardano il trattamento economico dei dipendenti del Comune, così da verificarne la correttezza. Il consulente ha dunque, "tra le altre", rilevato l'illegittimità di questo assegno, il che lascerebbe intendere che ne ha trovate pure altre.

Acquisito il parere, l'amministrazione comunale ha dunque scritto a dipendenti ed ex dipendenti, quantificando le cifre che ciascuno deve restituire al netto della ritenuta Irpef. Si tratta delle somme percepite da luglio 2013 al 31 dicembre 2017, tenendo presente che quelle precedentemente percepite sono ormai prescritte (e la comunicazione è valevole ai fini dell'interruzione della prescrizione per quelle successive) e che l'amministrazione intende acquisire un parere legale sulla legittimità e o meno di questa voce stipendiale.

IL PARERE DEL CONSULENTE - Nella lettera, il Comune evidenzia i passaggi della relazione di Cervellini che si riferiscono all'assegno: "Con deliberazione di Gc n. 39 del 22 gennaio 1996, l'ente ha deliberato che ai fini della garanzia delle retribuzioni il valoe nominale delle stesse in franchi derivanti dalla conversione delle lire, ai sensi del Di n. 3027 del 29.10.1993 è fissato alla data di decorrenza dei benefici del predetto decreto, e la differenza verificatasi a seguito della fluttuazione del rapporto cambio franchi/lire da conteggiare annualmente, viene qualificata come assegno ad personam differenza cambio da in ogni caso conguagliare automaticamente in sede di applicazione del decreto interministeriale di aggiornamento emesso ai sensi dell'articolo 3 del Di del 13.6.1976.
Da una lettura più approfondita, nella parte narrativa della citata deliberazione si legge che considerato altresì che la dinamica del rapporto franchi/ire è del tutto indipendente dalle determinazioni amministrative e che ai fini di salvaguardare in termini assoluti il valore delle retribuzioni in franchi, attesa la notevole variazione franchi/lire, si ritiene necessario assicurare in attesa dell'emanazione del decreto di perequazione ai sensi dell'articolo 44 del vigente Ccnl, sottoscritto il 6.7.1995, lo stesso valore nominale assoluto delle retribuzioni in franchi stabilito con il Di n. 15700.4.3027 del 20.10.1993 art. 2"... e ancora "al punto successivo atteso che la mancata assicurazione comporta una reformatio in peius in materia retributiva violando di fatto un principio costituzionale".
Cervellini precisa dunque che "l'assegno ad personam differenza cambio, non previsto da alcuna norma contrattuale o disposizione di legge, ha garantito al personale del Comune (...) di mantenere lo stesso valore assoluto delle retribuzioni in franchi svizzeri, rispetto alle fluttuazioni del rapporto cambio franchi/lire. Per cui, negli anni, qualora gli importi delle retribuzioni in lire italiane rideterminate in franchi svizzeri fossero risultate inferiori a quelle del 1993, al personale del Comune di Campione d'Italia è stata corrisposta la voce retributiva assegno ad personam differenza cambio".

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