Defr Valle d’Aosta, nel dibattito spunta anche il casinò di Saint Vincent
La lunga discussione del Consiglio regionale del 16 dicembre 2025 sul Documento di economia e finanza regionale, sulla legge di stabilità e sul bilancio di previsione 2026-2028 non si è limitata ai temi macroeconomici e finanziari della Valle d’Aosta. Nel dibattito generale è emerso anche un passaggio che riguarda direttamente il casinò di Saint Vincent, con un riferimento esplicito alla possibile privatizzazione della casa da gioco.
A sollevare la questione è stata la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, che ha espresso un giudizio fortemente critico sull’impostazione complessiva dei documenti finanziari. Secondo Minelli, il Documento di economia e finanza regionale sarebbe privo di una visione strategica e ridotto a una fotografia dell’esistente. In questo contesto, la consigliera ha evidenziato come, sul casinò, si ipotizzi un ritorno alla gestione privata senza che venga indicato un parallelo rafforzamento dei controlli pubblici.
Un passaggio che, pur inserito in una discussione più ampia su sanità, infrastrutture, energia e politiche sociali, ha richiamato l’attenzione su uno dei dossier storicamente più delicati per l’economia regionale. Il tema della gestione del casinò, infatti, si intreccia con questioni di sostenibilità economica, governance e tutela dell’interesse pubblico, elementi che – secondo la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra – non troverebbero adeguata risposta nei documenti di programmazione presentati.
Nel corso della seduta, i diversi gruppi consiliari hanno annunciato numerosi ordini del giorno ed emendamenti ma il riferimento al casinò resta uno dei pochi accenni diretti a un possibile cambio di modello gestionale. Un segnale che indica come la partita sulla casa da gioco potrebbe tornare al centro del confronto politico nei prossimi mesi, soprattutto se l’ipotesi di privatizzazione dovesse tradursi in scelte concrete all’interno della manovra regionale.