Casinò Sanremo, Ooss a proprietà: ‘Invertire il trend negativo’

I sindacati del Casinò di Sanremo incontrano la proprietà e sollecitano un intervento per invertire il trend negativo dovuto, a loro dire, anche alla sperimentazione della roulette francese.
Scritto da admin

Incassi in calo, pur considerando l’effetto pandemia, e una sperimentazione che non sta dando i risultati sperati. Questo il preoccupante quadro del Casinò di Sanremo dipinto dalle organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fisascat Cisl, Uilcom Uil e Snalc Cisal, che hanno incontrato il sindaco Alberto Biancheri e l’assessore alle Partecipate Massimo Rossano per sollecitare un intervento presso il consiglio di amministrazione della Casa da gioco (invitato, ma non presente all’incontro, come sottolineano le sigle sindacali) per fare il punto sull’andamento generale, ma anche sulla sperimentazione dei nuovi orari della roulette francese, che da novembre 2021 resta chiusa dal lunedì al giovedì.

“Si è trattato di un incontro interlocutorio – spiega Davide Lattanzi, dell’Slc Cgil – e in questo periodo in effetti il sindaco è il nostro unico interlocutore. Certo, è strano che in un’azienda dove ci sono quadri e un consiglio di amministrazione, le organizzazioni sindacali debbano parlare con il sindaco, che a sua volta di deve porre come interlocutore con il Cda”. Nell’incontro con la proprietà, riferisce ancora il sindacalista, “abbiamo sottolineato come la sperimentazione non sta portando agli esiti che anche noi tutti avremmo voluto. La chiusura delle roulette francesi ha solo allontaato dei buoni clienti, sia delle slot che dei tavoli di gioco lavorato. Si tratta di una tipologia di clientela che viene a Sanremo dal lunedì al giovedì, quando vuole giocare in tranquillità e avere servizio al tavolo ben diverso da quello che si ha quando c’è tanta gente”.

Quindi, “purtroppo i dati ci danno conferma di questa fallimentare sperimentazione che comunque fa sì che le roulette francesizzate non siano mai sufficienti a coprire le richieste di una clientela che durante il festival veniva e ciò è conseguenza del mancato turnover. Con le campagna di incentivo all’esodo sono state mandate in pensione 20, 25 persone, e questo è successo anche in altri reparti, per arrivare circa a una quarantina, e queste persone non sono state sostituite. Questo porta, per quanto riguarda il gioco lavorato, a una flessione degli introiti. Meno persone vuol dire meno tavoli aperti e dunque anche meno probabilità che il tavolo vinca. Stiamo inoltre notando una grande partecipazione, in questo periodo, alle roulette francesi, che non appena aprono registrano giornalmente incassi elevati”.

Delineato questo quadro, “abbiamo chiesto al sindaco di intervenire di nuovo con il Cda per invertire il trend e fare investimenti a breve termine, in quanto temiamo una tenuta dell’azienda stessa. A gennaio sono stati incassati 2,5 milioni di euro, se proiettati per l’intero 2022 arriviamo a malapena a 30 milioni di euro annuali, che non garantiranno la tenuta stabile dell’azienda”.

Da parte sua, Marilena Semeria, della Fisascat Cisl, sottolinea che “la riunione con il sindaco e l’assessore al bilancio ha dato modo di poter portare al tavolo i dati della sperimentazione sottolineando le grandi preoccupazioni che abbiamo sulla tenuta dei conti, questo consiglio di amministrazione per l’ennesima volta assente dal tavolo sia istituzionale che sindacale, continua a proporre una organizzazione del lavoro deficitaria che elimina dal lunedì al giovedì il gioco più importante e più produttivo del casinò, la roulette francese, mentre la Fair roulette sperimentale ha un segno meno davanti da settimane, oltre a ciò hanno aumentato i costi del lavoro proponendo orari improduttivi”.

Enzo Cioffi, della Uilcom Uil, ricorda come nel corso dell’incontro il sindacato di categoria ha sottolineato “il momento degli introiti aziendali che nel mese di gennaio 2022 rispetto al 2020 (il 2021a gennaio eravamo chiusi per la pandemia), mostrano una significativa flessione, verosimilmente mutuata dalla pandemia in atto ma anche altri fattori potrebbero aver influito e sui quali è necessario riflettere.

Da tutto ciò ne deriva la necessità di mettere in atto delle scelte per invertire da subito questo trend negativo.

Scelte che abbracciano una serie di temi: le future strategie generali di rilancio; le proposte di gioco più richieste in tutti i settori, in particolare nei giochi da tavolo dove è in atto una sperimentazione che riteniamo non stia producendo i frutti sperati; l’organizzazione del lavoro in tutti i comparti aziendali, anche in termini di orari di apertura e chiusura delle sale che, nuovamente al ruolo giochi da tavolo, sta creando disagio ai dipendenti a discapito di una reale produttività; la riorganizzazione del personale aziendale in conseguenza di fuoriuscite di dipendenti per effetto degli esodi di questi ultimi anni”.

Sul tema degli orari delle sale da gioco “unico tavolo di trattativa momentaneamente aperto con l’azienda”, sottolinea Cioffi, la Uilcom “ha richiamato tale esistenza del tavolo al sindaco, nella speranza che su questo argomento si inizi a trovare una quadra soddisfacente per lavoratori ed azienda, rendendo migliore, la produttività, l’organizzazione degli orari e del lavoro e la vita dei dipendenti”.

Secondo il sindacalista “c’è l’assoluta necessità, dopo mesi di tensioni, di iniziare a portare a termine le trattative, che via via si apriranno, nel solco di quanto decideranno i lavoratori interessati e chiamati ad esprimersi. Sindacalmente per la Uilcom non è più accettabile continuare a non ottenere nessun risultato su tutti i temi da noi sollevati.
Questo non è utile sia per i lavoratori che per la Casa da gioco”.
Inoltre, “è stato toccato l’argomento delle future assunzioni che, per quanto ponderate, potrebbero comunque permettere crescita economica all’azienda, sperimentando anche nuovi scenari di proposta di gioco.

Al sindaco e all’assessore Rossano – ribadisce anche Cioffi – è stato di fatto chiesto di trasferire al Cda queste nostre istanze e che le stesse possano a breve essere affrontate ad un tavolo, costruttivo, una ad una nel tentativo di trovare soluzioni migliorative, nell’interesse di tutte le parti in campo: propietà, azienda, dipendenti”.

“Nell’incontro – racconta Dario Del Tufo, del sindacato Snalc – ho ribadito nuovamente la necessità di un cambio di rotta delle relazioni con il Cda, ho sottolineato la pretestuosità di non voler cambiare gli orari alla luce di nostre proposte ragionevoli e ho rimarcato il fallimento della sperimentazione, pur nell’attesa del termine di essa, ossia il 31 marzo, una mancanza di visione di progettualità. Da parte nostra non c’è nessuna volontà di fare cogestione ma di collaborare proficuamente”. In conclusione, è stato “un incontro interlocutorio come i precedenti ed è quanto mi aspettavo”.