Cassazione tributaria: sentenza storica sui totem

Scritto da Daniele Duso
La Cassazione chiarisce la pronuncia della Consulta e annulla un avviso di accertamento su totem.

Per la Cassazione ai fini di una imposizione fiscale sono indispensabili oneri probatori ben più rigorosi del semplice “rinvenimento” di terminali informatici potenzialmente o anche effettivamente utilizzabili per il gioco online.

E’ questo, in estrema sintesi, quanto recita una sentenza della Sezione tributaria della Corte di Cassazione (sentenza n. 11245/2026) che l’avvocato Marco Ripamonti non esista a definire di “grande rilevanza.”

Di fatto il semplice rinvenimento di un totem non basta per applicare un’imposta. “L’ente impositore deve dimostrare che l’apparecchio veniva usato per gioco con vincita in denaro, che il titolare svolgeva attività di intermediazione e che esisteva un tornaconto economico per l’esercente”. Per questo l’avvocato sottolinea che “la sentenza è decisamente innovativa rispetto alla gran parte della giurisprudenza di merito”.

L’IMPATTO DELLA CONSULTA
La Cassazione chiarisce, dunque, la pronuncia del luglio 2025 della Consulta
, affermando che questa si applica a qualsiasi apparecchio potenzialmente destinato al gioco online. Inclusi i totem, e non solo ai personal computer. Per l’avvocato Ripamonti, “la sentenza restituisce certezza agli operatori, imponendo all’ente impositore un onere probatorio rigoroso.

“Per la prima volta”, spiega l’avvocato Ripamonti, “la Cassazione applica in modo diretto la pronuncia della Corte costituzionale n. 104/2025, che aveva dichiarato l’illegittimità del divieto di utilizzo di strumenti telematici, anche quando impiegati per raggiungere portali di gioco”.

IL CASO
Il ricorso era stato presentato dallo studio legale degli avvocati Marco e Riccardo Ripamonti in tutela di un esercente che, nel 2016, si era visto recapitare un avviso di accertamento per oltre 119.000 euro di redditi non dichiarati dopo un sopralluogo della Guardia di finanza. I militari avevano individuato all’interno del locale quattro “totem” collegati a siti di gioco online non autorizzati.

La Cassazione, dopo un primo esame, aveva addirittura invitato il ricorrente a rinunciare al ricorso, valutandolo “a rischio inammissibilità”. Tuttavia studio legale e cliente hanno scelto di proseguire. “E il risultato”, aggiunge con estrema soddisfazione Ripamonti, “conferma la correttezza della linea difensiva adottata”.

Una soddisfazione doppia considerando, come ricorda proprio Ripamonti, che fu proprio il suo studio, il 7 maggio 2025, a ottenere la nota pronuncia della Consulta, finalmente applicata anche in Cassazione in procedimento tributario.