Consiglio Valle, i sei punti sul Casinò all’ordine del giorno

Scritto da Fm
Si allunga la lista delle interrogazioni e delle interpellanze sul futuro del Casinò all’ordine del giorno del consiglio regionale della Valle d’Aosta del 9-11 giugno.

L’ordine del giorno del consiglio regionale della Valle d’Aosta di questa settimana, convocato dal 9 all’11 giugno, è stato integrato con altri cinque punti, portando il totale a 113.

Fra questi c’è pure un’interrogazione a risposta immediata depositata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine, per sapere se la gestione del Casinò de la Vallée “sia scevra da ingerenze politiche”.

I consiglieri Corrado Bellora, Eleonora Baccini, Andrea Manfrin e Simone Perron, prendono le mosse da notizie comparse sulla stampa locale, secondo cui, in un’intercettazione, un “porteur” del Casinò di Saint Vincent, a fronte del sequestro di 270.000 euro in contanti, avrebbe richiesto a un funzionario del Casinò di fare intervenire il presidente della Regione

I due gruppi consiliari quindi chiedono al presidente della giunta regionale, Renzo Testolin, di rendere noto “se egli, nell’occasione del sequestro di 270.000 euro sopra citato o in altre occasioni, sia mai stato contattato da personale del Casinò di Saint Vincent per risolvere problemi relativi alla casa da gioco”.

CASINÒ, L’INTERROGAZIONE DELLA LEGA SULLA TASK FORCE

Ma nel Consiglio Valle di questa settimana sono in agenda anche altri atti che riguardano il Casinò partecipato dalla Regione.

Ad esempio l’interrogazione “La task force per il Casinò a cosa è servita, oltre che a spendere soldi pubblici?”, firmata ancora da Corrado Bellora e Simone Perron della Lega Vallée d’Aoste.

In essa i due consiglieri regionali interrogano la Giunta sul gruppo di lavoro – con docenti universitari e professionisti di alto livello – istituito dalla Casino de la Vallée Spa per analizzare i fatti connessi all’operazione della Guardia di finanza di Aosta che ha fatto luce su un sistema di riciclaggio realizzato da imprese commercianti materiale ferroso e attuato, secondo gli inquirenti, anche grazie a due impiegati della Casa da gioco.

In particolare, Bellora e Perron chiedono di conoscere quanto sia costata finora la “task force”, quali atti essa abbia compiuto, come sia possibile che “non sia stato in grado di rendersi conto che “una casa da gioco ampiamente rinomata si trasformasse in un ambiente facilmente permeabile ad attività illegali” (per usare le parole del Tribunale di Torino) e quale utilità pratica abbia avuto ed abbia, visto che l’azienda è sottoposta ad amministrazione giudiziaria.

GLI ALTRI ATTI SULLA CASA DA GIOCO

Il consiglio regionale della Valle d’Aosta è chiamato ad esaminare anche le due interpellanze depositate quasi due mesi fa su  alcuni fatti avvenuti nella sera di sabato 4 aprile ai tavoli del black jack della casa da gioco.

Si tratta di “Rissa al Casinò e la proprietà cosa fa?”, di Marco Carrel del gruppo degli Autonomisti di centro, e di “Problematiche e stato di agitazione presso il Casinò di Saint-Vincent”, di Corrado Bellora e Simone Perron della Lega Vallée d’Aoste, delle quali abbiamo già scritto in precedenza (qui i dettagli).

È sempre Bellora a firmare l’interpellanza “Cosa deve ancora accadere perché il governo regionale metta mano alla governance del Casino de la Vallée?”, e sullo stesso tema interviene anche il gruppo Partito democratico – Federalisti Progressisti VDA con Fulvio Centoz, Clotilde Forcellati e Jean-Pierre Guichardaz, con l’interpellanza “Casino de la Vallée: abbiamo un problema di governance delle società partecipate?”.

LE INIZIATIVE DELLA REGIONE SOTTO LA LENTE DEI CONSIGLIERI

Nella prima Bellora interpella il Governo regionale per conoscere “se esso intenda continuare a difendere l’operato dell’amministrazione del Casino de La Vallée, e in particolare quello dell’Amministratore unico” oppure revocargli l’incarico. E se, più in generale, sia intenzione del governo regionale modificare in qualche modo le modalità di gestione della casa da gioco, e quale sarà la postura rispetto al provvedimento adottato dal Tribunale di Torino che l’ha messa sotto amministrazione giudiziaria, e, in particolare, se essa intenda impugnarlo.

Nella seconda il Pd chiede un rinnovamento della governance della Casino de la Vallée Spa e di sapere “con quali modalità e attraverso quali strumenti la giunta regionale intende raccordarsi con gli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale, al fine di garantire che il processo di risanamento avvenga in coerenza con gli indirizzi strategici della Regione e non determini un vuoto di indirizzo politico sulla società”.

Infine, alla luce di quanto accaduto, Centoz, Forcellati e Guichardaz vogliono avere informazioni su “quali correttivi concreti la Giunta intende introdurre nel sistema di governance delle società partecipate strategiche, affinché la Regione sia in grado di rilevare tempestivamente i segnali di rischio organizzativo e reputazionale e di esercitare in modo effettivo, e non solo formale, il proprio ruolo di socio pubblico”.




Crediti fotografici © Consiglio regionale della Valle d’Aosta – Sito ufficiale