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Gioco 'fuori orario', Tar conferma limiti Roma e stop a licenza

  • Scritto da Redazione GiocoNews

Il Tar Lazio conferma legittimità delle sanzioni previste per chi viola ordinanza sul gioco di Roma dopo la chiusura per 7 giorni di sala recidiva.

Secondo il Tar del Lazio è legittima la sanzione comminata a una sala slot e videolottery di via Tiburtina, a Roma, che tra la fine di agosto e l'inizio del settembre 2018 era stata "beccata" più volte in attività al di fuori dagli orari indicati dall'ordinanza emanata dal sindaco "al fine di contrastare il fenomeno della ludopatia".

Dopo la segnalazione degli agenti, la Questura di Roma ha obbligato la sala ad una chiusura forzata, con sospensione della licenza per sette giorni.

Secondo la difesa, da qui dunque l'appello al Tar del Lazio, "il provvedimento di sospensione del titolo autorizzatorio sarebbe illegittimo, per l’errata applicazione di una sanzione accessoria diversa e non prevista dalla specifica norma di riferimento violata e, altresì, per l’entità della sanzione irrogata (sospensione della licenza per 7 giorni e chiusura del locale), più grave rispetto a quella prevista dalla ordinanza comunale (sospensione del funzionamento degli apparecchi per un periodo non superiore a 5 giorni)". 

Il tribunale amministrativo regionale tuttavia ha interpretato in tutt'altro modo le norme vigenti. "La tesi non persuade", scrive il Tar laziale. "La sospensione è stata irrogata ai sensi dell’art. 10 del Tulps, secondo cui 'le autorizzazioni di polizia possono essere revocate o sospese in qualsiasi momento, nel caso di abuso della persona autorizzata'". Considerando che "il provvedimento sanzionatorio trova fondamento in una fonte di rango primario e tiene conto della condotta recidiva rilevata a seguito di specifici controlli svolti dall’Autorità di polizia".
 
Spiega il Tar che "a fronte del riconoscimento del potere del sindaco di disciplinare l’orario di apertura delle sale da gioco e di funzionamento degli apparecchi con vincite in danaro, deve logicamente e giuridicamente affermarsi la sussistenza anche di un corrispondente potere sanzionatorio, che sia effettivo e dunque non meramente simbolico o sproporzionato, in modo da garantire l’effettività della stessa disciplina sindacale. Proprio in virtù della sinergia richiamata nella predetta sentenza, il questore può sospendere la licenza e, nei casi più gravi revocarla".
 
Anche "la mancata attuazione dell’intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni", continua il Tar in un altro dei passaggi principali della sentenza, "non può di per sé impedire al Comune di Roma di adottare una specifica regolamentazione volta ad assicurare la tutela del bene primario della salute pubblica, orientata - nel caso di specie - ad arginare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico". E continua, il Tar, sottolineando che "la gravità del fenomeno giustifica ampiamente, nel quadro dei principi dettati dalla Carta costituzionale in tema di salute pubblica, un intervento come quello in esame e l’adozione di ogni possibile rimedio ivi compreso l’adozione di provvedimenti sanzionatori".
 
Tutti motivi validi, secondo i giudici del Tar del Lazio, per respingere quindi il ricorso dell'azienda e creare un altro importante precedente al quale gli operatori del gioco legale dovranno porre necessariamente attenzione.
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