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Gioco, Cangianelli (Egp): 'Scadenza concessioni, necessario un rinvio'

  • Scritto da Redazione GiocoNews

Secondo il presidente di Egp-Fipe la riapertura delle sale da gioco potrà contribuire solo in parte ad arginare il fenomeno dell'illegalità.

Da oggi, 14 giugno, altre regioni sono in zona bianca, e altre aziende del gioco legale tornano a riaprire i battenti. Ma non è ancora il momento di festeggiare, tutt'altro, è piuttosto il momento di fare la conta per aver più chiaro il quadro di un settore chiuso per oltre un anno. Alcuni numeri li ha forniti Emmanuele Cangianelli, presidente dell'Associazione italiana Esercenti giochi pubblici (Egp), che in una intervista a Mixer Planet ha spiegato che "gli effetti di undici mesi di chiusura totale sugli ultimi quindici sono stati, per certi versi inaspettatamente, più pesanti sulle aziende più strutturate che non su quelle più piccole"

Cangianelli spiega che "se fra le aziende più piccole la percentuale di cessazioni è contenuta fra il 5 e il 10 per cento, fra le sale più grandi, dove pesano maggiormente i costi relativi a dipendenti e affitti, si arriva al 10-20 per cento, vale a dire qualche centinaio di attività in tutta Italia. Alle quali in molti casi, non dimentichiamolo, sono subentrate attività illegali, pronte a intercettare la clientela rimasta ‘orfana’ delle sale legali”.

Un fenomeno, quello del gioco illegale, che la sola riapertura delle sale da gioco potrà contribuire solo in parte ad arginare. "Il nostro è un settore sottoposto a regime di concessione, fortemente regolamentato e tassato”, spiega Cangianelli. "Il minimo che possiamo chiedere è un rinvio della scadenza delle concessioni stesse, che tenga conto dei mesi in cui non abbiamo potuto usufruirne e del danno legato ai mancati ricavi a fronte di spese che in molti casi sono rimaste invariate durante i mesi di chiusura. La concessione relativa al settore delle scommesse, tra l’altro, è in scadenza fra meno di una ventina di giorni, e ad oggi dal governo non è giunto alcun provvedimento di proroga. In alternativa, chiediamo quantomeno un taglio delle spettanze da corrispondere allo Stato. In assenza di segnali di disponibilità in una di queste direzioni, siamo pronti a far valere le nostre ragioni di fronte ai Tar”.

E anche di fronte al rischio di un riacutizzarsi della pandemia dopo l'estate, Cangianelli ha le idee chiare: "È più che mai necessario che il governo, di fronte a una eventuale ripresa della pandemia, abbandoni l’approccio basato sulle chiusure generalizzate, la cui efficacia si è dimostrata peraltro scarsa, e riconosca invece la professionalità di aziende che sono in grado di gestire le proprie attiività in piena sicurezza, rispettando i protocolli fino al punto di negare l’ingresso a una parte della clientela laddove non ci fossero le condizioni di sicurezza richieste dalle normative. Voglio ricordare a questo proposito", chiosa Cangianelli "che Fipe, i sindacati di categoria e altre aziende del settore hanno sottoscritto già lo scorso gennaio un protocollo che prevede misure ancora più rigide di quelle imposte dalle normative, a tutela di clienti e lavoratori".

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