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Freni (Mef): 'Industria gioco ha diritto a regole stabili'

  • Scritto da Redazione

Il sottosegretario Freni (Mef), all'evento di Lottomatica su gioco pubblico e tutela dei consumatori, sottolinea la necessità di regole stabili, omogenee, affidabili per il settore.

Roma - “Credo che quella che avanza il mondo del gioco sa una necessità strutturale, un diritto, visto che è uno dei settori con il maggiore impatto di gettito e occupazionale, con un rapporto altissimo fra gettito ed occupazione. Per questo, dovrebbe avere una regolamentazione stabile ed omogenea, affidabile”.

Lo afferma Federico Freni, sottosegretario all'Economia, al primo intervento ufficiale dopo l'attribuzione formale della delega ai giochi, all'evento “Gioco pubblico, legalità e tutela dei consumatori, organizzato da Lottomatica oggi, 20 ottobre, a Roma

 

“Non mi piace usare il condizionale: il settore dovrebbe avere regolamentazione in grado di consentire standard alti, invece abbiamo una regolazione pessima che non garantisce nessuno, né l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, né la Procura antimafia, né gli operatori come vorrebbe un Paese civile. Tutti fanno miracoli per arginare l'illegalità.
Ma dobbiamo provare a garantire, anche io nel ruolo che ora ricopro, ciò che il settore chiede, e a cui ha diritto: una regolamentazione certa.
Non è una terra straniera, ma già arata e che conosciamo, sappiamo come regolarla; dobbiamo solo volerlo fare.
Non possiamo permetterci di aspettare ancora anni, non possiamo continuare solo ad affidarci alle proroghe, che generano incertezza, non consentono alle imprese di pianificare progetti ed investimenti, di gestire affidamenti bancari”.
 
 
Per poi ribadire: “Un Paese civile non può consentire qualcosa di simile. Andiamo avanti dal 2016 a colpi di proroghe. Io voglio garantire solo proroghe funzionali al riordino, perché senza riordino le proroghe sono inutili, sterili e senza senso, non la hanno nell'ottica di un settore che abbia finalmente un livello normativo di qualità e andare avanti alla pari con il resto d'Europa.
Abbiamo una delle regolamentazioni fra le migliori del mondo, ed abbiamo strumenti di gestione che hanno fatto scuola, ma 'sopra' ci perdiamo.
Non possiamo consentire che prosperi l'illegalità: l'unico modo per stroncarla per me è garantire al settore un sistema regolatorio nuovo e stabile. 
Come giurista, prima che come sottosegretario, non posso accettare che il gioco non trovi diritto di cittadinanza nel nostro ordinamento, anche se contribuisce così tanto”.
 
 
Il neo-sottosegretario quindi rileva che la crescita del gioco online durante la pandemia – come pure quella dell'illegale – è un “fatto fisiologico. Oggi stiamo constatando questa realtà, ma è il momento di andare avanti.
Se vogliamo dare un po' di numeri, per ogni concessione legale ci sono quattro skin, e possiamo dire che il 50 percento dei soggetti operanti nell'online non pagano le tasse in Italia. Noi dobbiamo tutelare chi paga le tasse, il gioco legale, e dobbiamo intervenire per custodire ciò che di buono e di sano c'è in questo settore – che è almeno il 90 percento. Sono convinto che tutti insieme, con l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, la Procura Antimafia, le forze dell'ordine e gli operatori potremo finalmente dire tutti che stiamo custodendo il 'fuoco'.
Ci sono dei problemi nel gioco ma ciò non vuol dire che si debba chiudere il gioco, ma solo che necessità di una regolazione di qualità”.
 
In conclusione rispondendo ad una suggestione del direttore generale di Adm, Marcello Minenna, sul whistleblowing, ovvero la segnalazione degli illeciti, Freni quindi assicura che tali norme saranno inserite nella legge di Bilancio 2022.
 
Rispondendo alle domande dei giornalisti a margine dell'evento Freni quindi si sofferma sulle tempistiche per il riordino del gioco pubblico. "Nella sua sovranità il Parlamento valuterà come calendarizzare la legge delega, quando calendarizzarla e quando riuscire ad evaderla. Noi più che approntarla, secondo linee omogenee, non possiamo fare; però confido che il Parlamento sarà rapido e responsabile su questa tematica".
Il sottosegretario quindi conferma la necessità di affidarsi ancora una volta alla proroga delle concessioni di gioco in essere, "considerando la scadenza del 31 marzo 2022, e anche la proroga dello stato di emergenza. Altrimenti a tacer d'atto perderemmo gettito e il settore andrebbe a gambe all'aria, quindi è scontato che ci saranno delle proroghe; di quale durata e in che modalità è allo studio, e sarà presto all'attenzione del Parlamento. Il tutto attraverso con uno strumento in fase di valutazione, che sarà in grado di garantire delle proroghe entro il 31 dicembre, quindi - a vostra interpretazione (afferma, rivolgendosi ai giornalisti) - con il decreto  fiscale, la legge di bilancio".
 
 
 
 
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