Doping cavalli, Di Lauro (M5S): ‘Frattura nei controlli, serve riclassificazione’

Scritto da Daniele Duso
Sul tema del doping di cavalli poi destinati alla macellazione Carmen Di Lauro (M5S) denuncia criticità nel sistema Dpa e chiede misure urgenti per tutelare salute pubblica e filiera ippica.

L’interrogazione sul doping cavalli annunciata dalla deputata Carmen Di Lauro (M5S) a inizio aprile è stata presentata ieri, 13 aprile, alla Camera. Di Lauro tocca un tema sensibile per il settore ippico e per la sicurezza alimentare, chiedendo lumi sulla gestione degli equidi positivi al doping e ancora classificati come Dpa, cioè destinati alla produzione alimentare.

La deputata pentastellata denuncia una “frattura nel sistema dei controlli” dovuta all’irrevocabilità dello status non Dpa, che impedisce il ritorno degli animali nella filiera alimentare ma, allo stesso tempo, li rende vulnerabili ai traffici illegali. Secondo l’interrogazione, gli equidi non Dpa “diventano oggetto di traffici illeciti”, soprattutto quando hanno scarso valore economico o non sono più performanti.

MACELLAZIONE CLANDESTINA E DOPING
Di Lauro sottolinea che l’irrevocabilità dello status non Dpa
, pur necessaria per tutelare la salute pubblica, crea un effetto collaterale: gli equidi esclusi dalla macellazione legale diventano bersaglio della criminalità organizzata. La macellazione clandestina di cavalli provenienti dall’ippica o dalle corse illegali è descritta come “un’attività redditizia”, capace di aggirare i divieti sanitari e mettere a rischio la salute pubblica.

Il testo richiama anche i controlli antidoping del Masaf, effettuati “quasi esclusivamente sugli equidi meglio classificati o vincitori”, evidenziando una copertura non uniforme. Dal 2022 al 2025, “quasi duecento cavalli sono risultati positivi al doping”. Tra questi, circa il dieci percento risulta ancora Dpa.

LA RICHIESTA AL GOVERNO: “SERVE RICLASSIFICAZIONE AUTOMATICA IN NON DPA”
L’interrogazione chiede al Governo di intervenire con urgenza. In particolare, si domanda se i Ministeri competenti dispongano di dati sulla destinazione finale degli equidi dopati ancora classificati come Dpa e se siano state effettuate verifiche sanitarie per escludere rischi per la salute pubblica.

Oltre a questo Di Lauro chiede anche chiarimenti sui protocolli attualmente in vigore: farmacovigilanza veterinaria, tracciabilità, interscambio dati tra anagrafe equina, autorità sanitarie e sistema dei controlli antidoping.

LA PROPOSTA DI LAURO

Il testo sollecita inoltre iniziative normative e un coordinamento più stretto con le autorità veterinarie territoriali, per impedire che animali trattati con sostanze vietate “possano permanere nello status Dpa”. La proposta comprende l’introduzione di un “meccanismo vincolante di riclassificazione automatica in non Dpa” per tutti gli equidi risultati positivi al doping. Una misura che eliminerebbe ogni ambiguità e chiuderebbe la porta a possibili infiltrazioni nella filiera alimentare.