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Nuova Zelanda: consultazione pubblica su regolamentazione iGaming

  • Scritto da Ac

Il ministro degli affari interni sostiene che gli operatori di gioco offshore non pagano per mitigare i danni causati dalla loro attività, né contribuiscono alla comunità: per questo serve una regolamentazione.

 

In Nuova Zelanda urge una nuova regolamentazione del gaming online. Ne è convito il Ministro degli Interni il quale, analizzando la situazione, ha capito (e spiegato) che le società di gioco comunque attive sul territorio anche se offshore, non contribuiscono in nessun modo al benessere (economico e sociale) della comunità. Per tale ragione si rende necessaria una nuova regolamentazione del gioco online e, quindi, un intervento del governo, il quale per il momento ha deciso di optare per una consultazione pubblica sulla materia.

Le scommesse offshore in Nuova Zelanda sono legali e stando alle cifre diffuse dall'Esecutivo i cittadini hanno speso circa 380 milioni di dollari locali (pari a circa 246 milioni di dollari americani) in questo tipo di giochi negli ultimi 18 mesi. Per tale ragione il governo ha lanciato una consultazione pubblica, allo scopo di valutare le impressioni della cittadinanza rispetto alla regolamentazione di nuove forme di gioco d'azzardo online. Oltre ad essere alla ricerca di opinioni sulle misure per ridurre al minimo i danni da gioco. Il pubblico e le parti interessate dell'industria sono dunque invitate a condividere le loro opinioni in un documento di discussione pubblica e i commenti devono essere inviati entro il 30 settembre al team di gioco d'azzardo online del Dipartimento degli affari interni.

EVOLUZIONE TECNOLOGICA IMPONE NUOVE LEGGI - "Il nostro Gambling Act attuale è del 2003 e, come la maggior parte della legislazione viene messa in discussione dal (non)luogo di Internet", spiega il ministro degli affari interni, Tracey Martin. "La nuova tecnologia ha cambiato radicalmente il comportamento delle persone e anche il modo in cui i neozelandesi giocano d'azzardo è cambiato. È ora opportuno verificare se le nostre regole di gioco sono appropriate".
Lo scorso settembre il Consiglio dei Ministri ha concordato che il Ministro degli affari interni e quello della Sanità lavoreranno insieme per assicurarsi che le politiche relative al gioco d'azzardo online siamo adeguata agli scopi prefissati dal Legislatore.
Al momento, Lotto Nz e Tab sono le uniche organizzazioni neozelandesi in grado di offrire gioco d'azzardo online ed è illegale per gli operatori d'oltremare fare pubblicità verso i neozelandesi. Tuttavia le scommesse offshore sono legali e i neozelandesi hanno già speso circa 380 milioni di dollari in siti di gioco d'azzardo offshore negli ultimi 18 mesi. "A molti neozelandesi piace giocare d'azzardo e non è nostra intenzione fermarli. Tuttavia la crescita del gioco d'azzardo online sfida il nostro approccio attuale", aggiunge Martin.
 
I PRINCIPI DELLA NUOVA ZELANDA - Da quando è stato approvato il Gambling Act, il regime normativo della Nuova Zelanda è stato sostenuto da un approccio orientato alla salute pubblica e basato su tre principi: le comunità beneficiano dei proventi di gioco d'azzardo; i neozelandesi scommettono con operatori fidati; e il danno legato al gioco è ridotto al minimo, con i costi di minimizzazione e mitigazione sostenuti dai fornitori di gioco. "Il problema che abbiamo è che, a differenza degli operatori di gioco d'azzardo nazionali, gli operatori di gioco d'azzardo online offshore non pagano per mitigare i danni causati dalla loro industria, né contribuiscono alla comunità attraverso finanziamenti", afferma ancora Martin. "Dobbiamo anche valutare se proteggono sufficientemente i neozelandesi vulnerabili, in particolare i nostri giovani che possono trascorrere molto tempo online".
Il documento di discussione delinea le questioni chiave e cerca feedback su una serie di opzioni. Ad esempio, la Nuova Zelanda potrebbe istituire un sistema di licenze in cui i fornitori online devono soddisfare determinate condizioni per poter offrire legalmente i propri servizi in Nuova Zelanda, come accade in Australia e nel Regno Unito, secondo quanto affermato dal Ministro. Esistono anche diversi strumenti che potrebbero essere attuati per limitare l'accesso dei neozelandesi ai siti di gioco d'azzardo online, incluso l'accesso ai blocchi geografici ai siti di gioco d'azzardo all'estero o il divieto di utilizzare carte di credito per il gioco d'azzardo online.
"Ci sono quattro approcci di base delineati nel documento di discussione e vogliamo sapere cosa ne pensano i neozelandesi di queste o altre opzioni su come dovremmo affrontare il gioco d'azzardo online", conclude Martin. La consultazione pubblica avrà una durata di due mesi fino al 30 settembre 2019. Il documento di discussione e le informazioni su come inoltrare una richiesta sono disponibili sul sito web ufficiale del Dipartimento degli affari interni.
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