Gioco, Cassazione: il Noe per i comma 7 incompatibile col diritto Ue
La Suprema Corte ribadisce il contrasto con la direttiva Servizi. Il commento di Sapar sui nodi relativi a controlli e imposta sugli intrattenimenti che restano aperti.
“La Corte di Cassazione sta consolidando un principio che condurrà probabilmente in processo di tempo alla necessità di modifica di alcune parti della normativa da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli relativamente agli apparecchi di puro intrattenimento nel segno anche di uno snellimento delle procedure autorizzatorie che potrà giovare all’intero comparto lasciando comunque invariati gli strumenti di controllo a disposizione delle Autorità.”
Questo il commento di Francesco Badolato, avvocato di Sapar, a una delle ultime pronunce della Cassazione in ambito di apparecchi comma 7.
LA PRONUNCIA DELLA CASSAZIONE
La Corte di Cassazione, si legge in una nota di Sapar, ribadisce l’incompatibilità del nulla osta di esercizio (Noe) per gli apparecchi comma 7, ribadendo la sua incompatibilità con il diritto europeo. La sentenza della Seconda sezione civile riguarda due apparecchi sequestrati e poi confiscati per mancato collegamento alla rete telematica e assenza dei titoli autorizzatori.
Nei precedenti gradi di giudizio, la ditta ricorrente aveva ottenuto ragione per due motivi: mancata prova della distribuzione di premi in denaro e non conformità dell’obbligo di Noe rispetto all’ordinamento Ue. La Cassazione conferma che il doppio livello di controllo preventivo, tra Nod e Noe, viola il principio di proporzionalità e la Direttiva Servizi 123/2006.
IL QUADRO EUROPEO E LE CONSEGUENZE PER IL SETTORE
Secondo la Suprema Corte, gli apparecchi senza vincita in denaro rientrano tra le attività liberalizzate dalla Direttiva Servizi. Gli Stati membri possono imporre restrizioni solo per motivi imperativi di interesse generale, esclusi i giochi con vincita in denaro. L’obbligo di Noe, applicato anche agli apparecchi di puro intrattenimento installati in esercizi già autorizzati, non risulta giustificato da esigenze di ordine o sicurezza pubblica.
Tuttavia, la sentenza non elimina automaticamente l’obbligo, poiché la normativa fiscale sull’Imposta sugli intrattenimenti resta collegata al Noe. L’avvocato Badolato sottolinea che la decisione “apre la strada a possibili ricorsi che imporranno all’Amministrazione una revisione della normativa”.
VERSO UNA REVISIONE DELLE PROCEDURE AUTORIZZATORIE
La Cassazione chiarisce che la pronuncia non incide sui controlli successivi all’installazione, che restano pienamente validi. Il principio affermato, però, si consolida e potrebbe portare nel tempo, come sottolinea appunto Badolato, a una modifica della disciplina da parte dell’Adm.
Crediti fotografici @ Comma 7 – Foto tratta dalla pagina Wikipedia dedicata alle Sale giochi