Gioco, mozione Pd alla Camera: ‘Governo attui il riordino’
La mozione sul gioco presentata dal Pd chiede la riduzione dell’offerta, ripristino del Fondo Gap e nuove regole.
Il riordino del gioco è al centro di una mozione presentata da alcuni esponenti del Partito democratico alla Camera. L’atto di indirizzo chiede al Governo di dare piena attuazione al riordino della rete fisica dei giochi pubblici, garantendo il coinvolgimento di istituzioni, imprese e terzo settore.
LE RICHIESTE DELLA MOZIONE
Tra il resto viene chiesta una riduzione progressiva dell’offerta territoriale, soprattutto per Awp e Vlt, basata su indicatori demografici, sociali e di rischio criminale. Il Governo dovrà inoltre definire criteri uniformi nazionali su distanze sensibili, orari e localizzazione dei punti gioco, rafforzare la tutela dei consumatori con limiti più stringenti per i prodotti ad alta intensità, sistemi di certificazione dell’identità, autoesclusione e monitoraggio dei comportamenti a rischio.
Viene richiesto anche il ripristino dell’Osservatorio e il rifinanziamento del Fondo Gap, insieme al sostegno ai servizi territoriali. La politica fiscale dovrà ridurre la dipendenza del bilancio pubblico dalle entrate del gioco. La mozione chiede quindi anche un rafforzamento dei requisiti di onorabilità per concessionari e filiera, con estensione delle norme antimafia a tutti i partecipanti ai bandi. Infine, il Governo dovrà garantire trasparenza totale sui dati relativi a diffusione, raccolta, spesa e tassazione dei giochi autorizzati, come previsto dalla legge delega.
PD, SUL GIOCO SERVE UN CAMBIO DI PASSO
Il Partito democratico chiede dunque al Governo un cambio di passo. Il documento, firmato da Merola, Vaccari, Casu, Fornaro, D’Alfonso, Toni Ricciardi, Stefanazzi, Tabacci, Bakkali, Berruto, Bonafè, Cuperlo, Di Biase, Fassino, Filippin, Forattini, Ghio, Girelli, Guerra, Lacarra, Malavasi, Manzi, Orfini, Pandolfo, Porta, Prestipino, Quartapelle Procopio, Romeo, Serracchiani, Simiani, Viggiano, parte dalla relazione annuale del Ministero dell’economia sui giochi.
Nel 2025 la raccolta ha raggiunto 164,6 miliardi, con un aumento del 4,55 percento. Il Pd sottolinea che “la rete fisica resta senza riordino” e che molte concessioni sono ancora in proroga.
RITARDI SULLA DELEGA E ACCESSO AI DATI
Il Pd ricorda che la legge delega del 2023 imponeva un riordino complessivo del settore, ma “la parte sulla rete fisica non è ancora attuata”. Il gruppo denuncia anche la mancata trasparenza sui dati territoriali relativi a raccolta, spesa e tassazione.
Secondo il documento, l’accesso alle basi dati è stato “sensibilmente ristretto” dopo il regolamento Adm del 2025. I deputati chiedono che “i soggetti pubblici e privati impegnati nella prevenzione del Gap possano accedere ai dati in modo diretto e fruibile”.
TUTELA DEI FRAGILI E CONTRASTO ALL’ILLEGALITÀ
Il documento denuncia la mancata riforma della rete fisica, che lascia irrisolto il conflitto tra norme statali, regionali e comunali su distanze, orari e distribuzione degli apparecchi. Il Pd richiama anche i rischi di infiltrazione mafiosa: “Il gioco è un canale privilegiato per il riciclaggio”.
La cancellazione dell’Osservatorio Gap e del Fondo dedicato viene definita un passo indietro. Le risorse per la ludopatia “si riducono di circa 18 milioni”. La Cei, ricordano i deputati, ha definito l’azzardo “un’allarmante realtà che preoccupa sempre di più”.
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