Giustizia sportiva, nasce l’Osservatorio nazionale

Scritto da Daniele Duso
Al Senato il convegno sulla riforma della giustizia sportiva. La testimonianza di Bartalucci (ex candidato Fise) che denuncia le criticità del sistema su trasparenza, indipendenza e tutela per atleti e tesserati.

“In oltre 60 anni di carriera non ho mai ricevuto nemmeno una lettera di richiamo. Eppure, nell’arco di un solo anno, guarda caso subito dopo la mia candidatura alla presidenza Fise nel 2024, sono scattati a mio carico procedimenti disciplinari e sanzioni”.

E’ una delle più eloquenti la testimonianza di Duccio Bartalacci, ex candidato alla guida del Coni e della Federazione italiana sport equestri, nel corso del convegno “La giustizia sportiva recupererà la sua credibilità? Urge una riforma indipendente” svolto ieri, 30 giugno, al Senato.

LA NASCITA DELL’OSSERVATORIO

L’incontro a palazzo Madama ha evidenziato la necessità di una giustizia sportiva realmente autonoma, capace di separare i poteri e superare un sistema considerato troppo autoreferenziale.

La novità principale è la nascita del primo Osservatorio nazionale sulla giustizia sportiva, organismo terzo e indipendente con il compito di monitorare le procedure, garantire trasparenza e tutelare i diritti fondamentali di atleti e tesserati. Una struttura pensata per riportare equilibrio e credibilità nel settore.

GIUSTIZIA REALE E SEPARAZIONE DEI POTERI
Il dibattito ha messo in luce la richiesta diffusa di una giustizia sportiva fondata su criteri oggettivi e applicata in modo uniforme. Chi vive lo sport ogni giorno attende un cambio di passo. Serve una separazione effettiva dei poteri in ogni federazione, così da assicurare legalità e imparzialità. Il tema riguarda tutte le discipline, comprese quelle legate agli sport equestri (e alle scommesse), dove le decisioni disciplinari hanno impatti diretti su carriere, attività professionali e reputazione degli atleti. Il nuovo Osservatorio nasce proprio per vigilare sulle anomalie e prevenire abusi.

LA VICENDA DI DUCCIO BARTALUCCI
Tra gli interventi più significativi, come detto, quello di Duccio Bartalucci, figura storica degli sport equestri. Bartalucci ha raccontato come la vicenda, per lui, sia culminata “in oltre 7 mesi di sospensione e condanne economiche. Questo conferma ciò che accade nelle federazioni. Chiedo che lo sport cambi, soprattutto nella sua giustizia”. Bartalacci, infatti, dopo la sua candidatura, nel 2024, si è trovato al centro di una intricata vicenda legata proprio all’essersi proposto in carica.