Mobbing al casinò Campione, il Tribunale non decide: la posizione di Fiamma tricolore Como

Scritto da Daniele Duso
Fiamma tricolore Como vuole chiarimenti sul procedimento al Tribunale di Como sul presunto caso di mobbing con il demansionamento dell’ex responsabile della sicurezza. La giudice si riserva la decisione.

Il procedimento per presunto mobbing e demansionamento, avviato da un dipendente della casa da gioco, è stato discusso nella giornata di ieri, 30 giugno, nel corso di una breve udienza al Tribunale del Lavoro di Como. La giudice si è riservata, valutando se procedere con sentenza o ascoltare i testimoni.

Il dipendente, attualmente ancora in organico al casinò, sostiene di aver segnalato episodi di aggressione ai danni del personale della sicurezza e di aver poi subito provvedimenti ritenuti lesivi della propria posizione. Dopo le dimissioni, sarebbero seguiti atti di mobbing e demansionamento. Il lavoratore, ancora in forza al Casinò, afferma che “dopo la convocazione da parte del tribunale l’azienda mi ha tolto tutti gli uffici cui facevo capo”.

La giudice ha sottolineato che sono stati presentati molti atti scritti, confermando la complessità del caso e la necessità di un esame approfondito.

LA POSIZIONE DI FIAMMA TRICOLORE COMO
Fiamma tricolore Como richiama l’attenzione sul valore della sicurezza e della dignità nei luoghi di lavoro. Il movimento ribadisce che “sarà esclusivamente il Giudice del Lavoro ad accertare i fatti allegati dalle parti” e che ogni valutazione definitiva dovrà attendere l’esito del procedimento. Per la federazione, la vicenda evidenzia un tema generale: la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Carlo Russo, segretario organizzativo provinciale, sottolinea che “ogni lavoratore deve poter segnalare situazioni critiche senza timori”, mentre ogni datore di lavoro deve dimostrare correttezza e rispetto della legge.

UN TEMA STRATEGICO PER CAMPIONE D’ITALIA
La casa da gioco rappresenta un asset strategico per Campione d’Italia e per l’intero territorio. Per questo Fiamma tricolore auspica che il procedimento “consenta di fare piena luce sulla vicenda, nell’interesse del lavoratore, dell’azienda e della comunità”. Qualunque sarà la decisione del giudice, dovrà diventare un’occasione di riflessione sulla gestione dei rapporti professionali, sulla prevenzione dei rischi e sulla tutela delle professionalità.